Spagna: accordo raggiunto, Sánchez verso l’investitura

Pubblicato il 2 gennaio 2020 alle 9:21 in Europa Spagna

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La presidente del Congresso dei deputati, Meritxell Batet, ha comunicato ai portavoce dei gruppi parlamentari la sua decisione di convocare il dibattito sull’investitura di Pedro Sánchez il 4, 5 e 7 gennaio prossimi. Dopo quasi undici mesi e due elezioni generali la Spagna dovrebbe avere un governo nel pieno delle sue funzioni all’inizio della prossima settimana.

Batet ha aggiunto che la convocazione formale della Plenaria avrà luogo oggi, giovedì 2 gennaio, ma già il 31 gennaio aveva diramato un avviso in modo che i deputati potessero programmare in anticipo i loro possibili spostamenti e garantire così la loro presenza nell’emiciclo dalla mattina del giorno 4. La decisione di Batet di anticipare l’annuncio rispetto alla convocazione formale si deve al fatto che il voto si terrà a cavallo del 6 gennaio, Los Reyes, principale giorno delle festività natalizie secondo la tradizione spagnola.

Il dibattito inizierà con il discorso – senza limiti di tempo – del candidato alla presidenza, il leader socialista e premier in carica per gli affari correnti Pedro Sánchez, in cui presenterà il programma di governo e chiederà il voto affermativo dei deputati presenti.

Dopo l’intervento di Pedro Sánchez, sarà la volta dei leader del resto delle forze politiche, che avranno 30 minuti per presentare le loro ragioni per il “sì”, il “no” o l’astensione. Sánchez può quindi rispondere qualora lo ritenga necessario.

Giorno 5 gennaio, una volta che tutti i gruppi parlamentari saranno intervenuti, si terrà la prima votazione, su chiamata personale e ad alta voce, in cui per essere eletto il candidato Presidente deve ottenere la maggioranza assoluta che equivale a 176 “sì”. Nel caso, più probabile, che non si raggiunga la maggioranza assoluta, la sessione verrà sospesa.

Dopo 48 ore, i deputati torneranno al Congresso. Sánchez dovrà chiedere nuovamente il voto favorevole della camera, questa volta con un tempo limitato di 10 minuti, e i rappresentanti del resto delle forze politiche ne avranno cinque per rispondere. Quindi si terrà la seconda votazione in cui Sanchez sarà eletto se raggiungerà, come ampiamente prevedibile, una maggioranza semplice, cioè più voti a favore che contro.

Prima di capodanno, Sánchez aveva raggiunto un accordo di governo con Unidas Podemos, formazione di sinistra radicale che dovrebbe entrare nell’esecutivo con il suo leader, Pablo Iglesias, come vicepresidente, e con i nazionalisti baschi del PNV. Il leader socialista ha raggiunto un accordo anche con gli indipendentisti catalani di Sinistra Repubblicana di Catalogna, che dovrebbero astenersi facilitando l’elezione di Sánchez il 7 gennaio prossimo. Quello che nascerà sarà il primo governo di coalizione della Spagna dal ritorno alla democrazia nel 1976.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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