Parlamento della Turchia approva l’intervento in Libia

Pubblicato il 2 gennaio 2020 alle 18:00 in Libia Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Parlamento turco ha approvato un decreto che autorizza il governo del presidente, Recep Tayyip Erdogan, a inviare le proprie truppe in Libia, a supporto di Tripoli. 

Il portavoce del Parlamento, Mustafa Sentop, ha dichiarato che la mozione è stata approvata con 325 voti a favore e 184 contrari, nella seduta straordinaria del 2 gennaio 2020. L’approvazione del decreto non è inaspettata poiché il partito di Erdogan, Giustizia e Sviluppo, noto con l’acronimo turco AK, insieme a i suoi alleati controlla una larga maggioranza parlamentare. Tutti i principali partiti dell’opposizione presenti hanno votato contro la proposta. I rappresentanti turchi hanno interrotto la propria pausa invernale per la sessione del 2 gennaio sulla Libia, a cui erano presenti 509 su 600 deputati. 

“Il Governo di Accordo Nazionale (GNA) della Libia ha presentato una richiesta di supporto militare alla Turchia contro ciò che minaccia l’unità e la stabilità della Libia”, si legge nella misura approvata. “Se gli attacchi del cosiddetto Esercito Nazionale Libico non potessero essere fermati e se gli scontri si trasformassero in una massiccia guerra civile, gli interessi della Turchia saranno influenzati negativamente sia nel bacino del Mediterraneo che nel Nord Africa”, continua la mozione, secondo quanto riferito dall’agenzia stampa turca Anadolu

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Dopo aver avviato una campagna antiterrorismo all’inizio di gennaio 2019, le forze di Haftar hanno conquistato le aree centrali e meridionali della Libia, in prossimità della regione del Fezzan, per poi lanciare un assalto contro Tripoli, il 4 aprile. Da allora, sono in corso scontri tra le milizie che supportano il GNA e l’Esercito Nazionale Libico. Il 12 dicembre scorso, Haftar ha annunciato l’inizio di una nuova “battaglia decisiva”. Per la quarta volta in nove mesi, il generale ha affermato che è giunto il momento di liberare Tripoli da “traditori e terroristi”, dichiarando altresì di aver ordinato ai propri uomini di avanzare verso la capitale e che l’operazione militare non terminerà fino a quando non verranno smantellate le “milizie armate”. 

A seguito di un vertice a sorpresa tra Turchia e Tunisia, tenutosi il 25 dicembre, il presidente di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato che avrebbe supportato militarmente le operazioni del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli contro l’esercito del generale Khalifa Haftar. La decisione è in linea con le richieste avanzate dal premier della capitale libica, Fayez al-Serraj, e ha ricevuto anche il sostegno di Tunisi, ha sottolineato Erdogan. Il 27 novembre, Erdogan aveva firmato con il GNA alcuni memorandum dintesa per intensificare la cooperazione tra Libia e Turchia in materia di sicurezza e nel settore delle attività marittime nella contesa area del Mediterraneo orientale.

Laccordo è stato poi ratificato da entrambi i Paesi ma per consentire linvio di truppe terrestri è necessario un ulteriore passaggio, che è quello dellapprovazione in Parlamento. Il governo di Tripoli ha inviato una richiesta formale di sostegno militare “aereo, terrestre e marittimo” alla Turchia per respingere l’offensiva del generale libico Khalifa Haftar, il 26 dicembre.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano  

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.