NATO: Polonia al comando per la prima volta

Pubblicato il 2 gennaio 2020 alle 19:30 in NATO Polonia

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La Polonia ha, per la prima volta, preso il comando della Task Force congiunta di intervento rapido della NATO.

È quanto annunciato dall’agenzia stampa polacca, PolandIn, la quale, giovedì 2 gennaio, ha altresì riportato le dichiarazioni del ministro della Difesa, Mariusz Blazsczak, secondo cui la guida della Task Force contribuirà al miglioramento della reputazione del Paese agli occhi dei membri della NATO e, al tempo stesso, innalzerà il livello di sicurezza interna.

L’impegno di Varsavia nella NATO, ha dichiarato il ministro della Difesa, ha già contribuito ad innalzare la fiducia degli altri Paesi membri verso la Polonia, i cui soldati sono sempre più impegnati in missioni e operazioni dell’Alleanza Atlantica.

Adesso, ha dichiarato Blazsczak, la guida della Task Force darà alla Polonia anche il compito di occuparsi dell’allocazione delle risorse umane e del comando delle operazioni della Very High Readiness Joint Task Force (VJTF).

La VJTF era stata creata nel 2014 dalla NATO, in risposta all’annessione della Crimea da parte della Russia. Sin dalla sua fondazione, la VJTF è stata in prima linea in operazioni di deterrenza contro la Russia. In aggiunta, in occasione della sua formazione, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Turchia hanno deciso di optare per un comando annuale a rotazione. La Task Force è composta da forze terrestri, aeree, marittime e speciali.

La Polonia è tra i Paesi membri della NATO che spendono più del 2% del PIL in difesa. Nel 2017, Varsavia ha deciso di aumentare gradualmente la spesa per la difesa passando dal 2 al 2,5% del suo prodotto interno lordo. Ciò significa che la spesa annuale dovrebbe raddoppiare a circa 80 miliardi di zloty (21 miliardi di dollari) entro il 2032. Negli ultimi anni, la Polonia ha già acquistato dagli Stati Uniti diversi sistemi di difesa missilistica Patriot e razzi di artiglieria HIMARS (High Mobility Artillery Rocket Systems). Il Paese aveva annunciato nel 2016 un piano di approvvigionamento pari a circa 50 miliardi di dollari da spendere per lo più in armi made in USA e nella modernizzazione dei sistemi di comando e controllo.

Lo scorso 17 dicembre, il ministro della Difesa dell’Estonia, Juri Luik, aveva partecipato, a Tallinn, al vertice con i suoi omologhi di Estonia, Lettonia e Lituania. In occasione del vertice, i 4 ministri avevano discusso della sicurezza del fianco orientale della NATO e, in particolare, delle esercitazioni militari, della sicurezza regionale e della presenza delle truppe della NATO in Polonia e nei Paesi Baltici. In aggiunta, tra i temi affrontati è stata anche la sicurezza cibernetica, soprattutto in riferimento alle minacce che scaturiscono dagli sviluppi della rete 5G.

In tale occasione, Luik aveva altresì annunciato la decisione della Polonia di inviare mezzi di aviazione militare e unità di personale in una base aerea dell’Estonia. L’invio di tali capacità di difesa non è nuovo per Varsavia. Al contrario, secondo quanto riportato da LSM, è la nona volta nella storia che la Polonia contribuisce a incrementare le condizioni di sicurezza della regione baltica. Tuttavia, il Baltic Times aveva sottolineato che sarà la prima volta che le capacità di difesa polacche verranno schierate nella base dell’aviazione estone.

Grazie siglato tra Polonia e Stati Uniti, inoltre, il fianco orientale della NATO sta ricevendo a sua volta nuove capacità di difesa e deterrenza. Tale intesa era stata raggiunta lo scorso 12 giugno, quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il suo omologo polacco, Andrzej Duda, avevano concordato l’invio a Varsavia di ulteriori 1.000 soldati americani, portando il totale a 5.500. Successivamente, il 23 settembre, Trump e Duda avevano individuato i luoghi che verranno presidiati dalle 1.000 unità americane aggiuntive, elemento che in precedenza non era ancora stato affrontato dai due capi di Stato.

L’accordo in materia militare siglato il 12 giugno tra Varsavia e Washington, inoltre, prevede che la Polonia si farà carico del costo necessario per sostenere l’invio delle truppe americane aggiuntive, le quali però non altereranno il numero di militari americani in missione in Europa. Le truppe aggiuntive, aveva spiegato Trump al momento della firma, verranno sottratte alla Germania, che “non ha sufficientemente aumentato la propria spesa militare”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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