Costa d’Avorio: ex leader della guerra civile condannato a 20 anni di prigione

Pubblicato il 2 gennaio 2020 alle 19:53 in Africa Costa d'Avorio

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In Costa dAvorio, il leader dei ribelli, Charles Ble Goude, alleato dell’ex presidente Laurent Gbagbo, è stato condannato in contumacia a 20 anni di carcere per il suo ruolo nella guerra civile seguita alle elezioni presidenziali del 2010. Secondo quanto riferito dai suoi avvocati, la sentenza è stata emessa da un tribunale di Abidjan il 31 dicembre. Ble Goude ha guidato la famigerata milizia dei Young Patriots durante la presidenza di Gbagbo.

Gbagbo e Ble Goude sono stati assolti, a gennaio, dalla Corte Penale Internazionale dellAia, dalle accuse di crimini contro l’umanità durante le violenze in cui sono state uccise circa 3000 persone. Ciononostante, a dicembre, i pubblici ministeri della Costa dAvorio hanno denunciato Ble Goude, che nel frattempo si trova in Europa, per stupro, tortura e altri crimini legati al suo ruolo nel conflitto. Luomo ha negato tutte le accuse mosse contro di lui.

Le tensioni politiche sono in aumento in Costa d’Avorio in vista delle elezioni presidenziali dell’ottobre 2020. Il presidente Alassane Ouattara, la cui vittoria su Gbagbo, nel 2010, ha scatenato la guerra civile, dovrebbe dimettersi dopo 10 anni al potere, ma si è rifiutato di escludere la sua candidatura alle nuove elezioni.

“Sono piuttosto sorpreso che un Paese che dovrebbe cooperare con la Corte Penale Internazionale non rispetti il sistema”, ha dichiarato lavvocato di Ble Goude in Olanda, Geert-Jan Knoops. “Una volta che un caso è posto davanti alla Corte Penale Internazionale, i tribunali nazionali dovrebbero astenersi dall’accusa per gli stessi fatti”, ha aggiunto. L’avvocato di Ble Goude in Costa d’Avorio, Ndry Claver, ha dichiarato che per luomo è stato emesso un mandato di arresto. Anche un funzionario alla corte di Abidjan ha confermato la misura.

Anche Gbabgo, al momento, rimane in Europa in attesa dell’appello della Corte Penale Internazionale. Se è in grado di tornare in Costa d’Avorio in tempo, potrebbe anche ripresentarsi alle elezioni, riferiscono alcune fonti.

La Costa d’Avorio, Paese dell’africa occidentale, è stato protagonista di una guerra civile durata più di 10 anni, in cui sono morte circa 3.000 persone. Il conflitto scoppiò il 19 settembre 2002, in seguito ad un fallito attentato per spodestare l’ex presidente, Laurent Gbagbo, in carica dal 26 ottobre 2000. Gli scontri hanno portato la Costa d’Avorio a dividersi tra ribelli e alleati del governo. Da allora persistono fratture profonde, soprattutto all’interno dell’esercito che è composto da ex ribelli e combattenti lealisti. Gbagbo è stato costretto ad abbandonare il potere, dopo essersi rifiutato di accettare la vittoria del presidente Alassane Ouattara alle elezioni presidenziali del novembre 2010. Tali elezioni sono state seguite dalla seconda guerra civile ivoriana, conclusasi nell’aprile 2011 e combattuta tra le forze leali a Gagbo e i sostenitori di Ouattara. Secondo le organizzazioni internazionali, durante i quattro mesi di scontri, sono state commesse violazioni dei diritti umani da entrambe le parti. L’11 aprile 2011, Gagbo è stato preso in custodia ed è stato accusato di aver sollevato l’ondata di violenze successive all’elezione di Ouattara.

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Chiara Gentili

di Redazione

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