Austria: premier conservatore sigla alleanza con i Verdi

Pubblicato il 2 gennaio 2020 alle 20:30 in Austria Europa

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Dopo 7 mesi di stallo politico, il premier dell’Austria, Sebastian Kurz, di schieramento conservatore, è riuscito a formare un’alleanza di governo con i Verdi, partito di sinistra.

È quanto rivelato dal New York Times, il quale ha altresì ricordato che era dallo scorso settembre, mese in cui si erano tenute le elezioni politiche anticipate, che l’Austria era senza una coalizione di governo.

Nello specifico, le elezioni del 29 settembre erano state convocate lo scorso maggio con lo scoppio dell’ “Ibizagate”, uno scandalo che aveva coinvolto il partito del leader austriaco 33enne, Kurtz, il cui vice cancelliere, Heinz-Christian Strache, era stato ripreso  mentre prometteva, in una villa nell’isola delle Baleari, incarichi di governo a una donna che fingeva di essere la nipote di un oligarca russo.

Ciò nonostante, l’ex premier era stato rieletto, senza ottenere la maggioranza parlamentare. Inizialmente, Kurz si trovava davanti a due opzioni. La prima era una alleanza con il suo ex partito, il Partito della Libertà, il quale, però, è stato anche il fautore dello scandalo “Ibizagate”. Una seconda opzione era invece un patto tripartito tra Kurz, i Verdi, che avevano totalizzato il 14%, e il partito liberale “Neos”, il quale aveva riscontrato il 7.8% dei consensi degli elettori. In tale cornice, il leader dei Verdi non aveva escluso la possibilità di entrare in coalizione, ma aveva dichiarato di desiderare “un cambiamento radicale” delle politiche di estrema destra adottate nel corso dello scorso mandato.

Dopo circa 7 mesi, i Verdi sono andati al potere con il partito conservatore e, sottolinea il New York Times, tale coalizione rappresenta per il partito di sinistra la possibilità di dimostrare la propria abilità nel governare un Paese anche con un’alleanza con un partito tradizionalmente considerato antagonista.

Allo stesso tempo, sottolinea il quotidiano, la coalizione con i Verdi rappresenta per Kurz l’occasione per rimuovere le tracce del suo passato mandato, nel quale era stato accusato di aver adottato retoriche anti-migranti e a favore dell’estremismo di destra.

Eppure, stando a quanto riportato dal Guardian, le prime misure presenti nell’accordi di governo tra i due schieramenti riguardano l’estensione del divieto di indossare il velo nelle scuole austriache e la detenzione precauzionale dei richiedenti asilo considerati pericolosi.

Tali misure, sottolinea il quotidiano, confermano le teorie per cui Kurz sia riuscito a far prevalere la propria posizione in materia di immigrazione e di “islam politico” nel patto di governo siglato con i Verdi.

Il 27 maggio, Kurz era stato sfiduciato con 103 voti a favore su 183, dopo il cosiddetto “Ibizagate”, lo scandalo che aveva colpito alcuni membri del suo governo, tra cui in primis il vice cancelliere e leader dell’estrema destra Heinz-Christian Strache, nonché presidente del Partito della Libertà austriaco (FPÖ) dal 23 aprile 2005, membro del Nationalrat (il Parlamento nazionale) e consigliere comunale a Vienna. Strache, il 18 maggio, aveva annunciato le sue dimissioni dopo la diffusione di un video “catastrofico” risalente al 2017. Nel filmato, Strache, in presenza di una donna, la presunta nipote di un oligarca russo, offriva favoritismi e agganci contrattuali a una società in cambio di sostegno politico e finanziario. Il video risaliva a poco prima delle elezioni che lo avevano portato al potere, ed era circolato in rete tramite i media tedeschi dal pomeriggio di venerdì 17 maggio 2019. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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