Afghanistan: nuove incertezze sui risultati elettorali

Pubblicato il 2 gennaio 2020 alle 16:06 in Afghanistan Asia

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La Commissione Indipendente per i Reclami Elettorali (IECC) ha dichiarato che i risultati preliminari delle elezioni presidenziali in Afghanistan potrebbero essere completamente ribaltati.

Chaman Shah Etemadi, capo del Segretariato della IECC, ha affermato che ci sono stati numerosi problemi nello svolgimento del lavoro di controllo della Commissione e non si conosce ancora l’entità dei voti nulli. “Ci stiamo riunendo per indagare sui reclami, per determinare se sono documentati o meno. Se lo fossero, anche solo 50 potrebbero influenzare il risultato elettorale, ma se non lo fossero, anche 50.000 non cambierebbero niente”, ha affermato. Nel frattempo, alcuni capi provinciali della IECC hanno dichiarato di aver avuto problemi nel portare a termine le ricerche necessarie, per mancanza di accesso ai database centrali di Kabul. Ashna Gul Bandawal, capo della IECC di Kandahar, ha affermato che il suo ufficio ha registrato 1.524 denunce per crimini elettorali e 443 denunce per irregolarità elettorali.

Sulla base dei risultati preliminari delle elezioni, resi pubblici il 22 dicembre 2019, l’attuale presidente Ashraf Ghani ha battuto il suo principale rivale, Abdullah Abdullah, con quasi 12.000 voti di scarto. Tuttavia, il team della campagna elettorale di Abdullah, ha dichiarato che almeno 300 mila voti sono “fraudolenti” e ha imposto nuovi controlli. A seguito della diffusione dei primi risultati delle elezioni, che si erano tenute il 28 dicembre, le Nazioni Unite hanno chiesto “particolare cura e sensibilità, le stesse che hanno portato all’annuncio dei dati finali”, secondo Yamamoto, rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per l’Afghanistan. “Tutti i candidati hanno la possibilità di sollevare qualsiasi preoccupazione che possano avere attraverso il meccanismo appropriato e nei tempi previsti, in conformità con i quadri giuridici, i regolamenti e le procedure pertinenti”, ha continuato il rappresentante. “Allo stesso tempo, l’ECC ha l’obbligo di giudicare eventuali reclami che riceve in modo trasparente e completo in modo che il processo elettorale possa concludersi in modo credibile”, ha poi sottolineato.

Il  periodo post-elettorale è stato caratterizzato da incertezze fin dal principio. Il 30 settembre, appena due giorni dopo le elezioni, uno dei principali candidati contro Ghani, Abdullah Abdullah, aveva annunciato la propria vittoria. “I nostri voti sono i più alti e non andremo al secondo turno”, ha dichiarato Abdullah in una conferenza stampa a Kabul. Allo stesso modo, tuttavia, anche uno dei principali supporter di Ghani, Amrullah Saleh, aveva dichiarato che l’ex presidente aveva ottenuto una chiara vittoria al primo turno, senza fornire alcuna prova a supporto di tale affermazione. “Le informazioni che abbiamo ricevuto dimostrano che il 60-70% delle persone ha votato per noi”, aveva però dichiarato Saleh. 

L’Afghanistan è una realtà estremamente instabile da alcuni decenni. Come evidenziato dal presidente, Ashraf Ghani, in occasione della cerimonia del centenario dall’Indipendenza del Paese dal Regno Unito, che si è tenuta il 19 agosto, al momento il Paese si trova a dover affrontare due principali minacce. La prima vede come protagonisti i talebani, mentre la seconda riguarda la presenza dell’ISIS sul territorio. Questi ultimi si sono recentemente installati nel Paese a seguito della fuga da altre regioni mediorientali. I talebani, invece, si sono affermati come gruppo dominante del Paese dopo il crollo dell’Unione Sovietica e, dalla fine di una guerra civile tra diversi gruppi locali. Nel 1996, hanno governato gran parte dell’Afghanistan. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per riprendere il controllo del governo.    

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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