Johnson: la Brexit, un nuovo capitolo per il Regno Unito

Pubblicato il 1 gennaio 2020 alle 16:10 in Europa UK

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Il Regno Unito presto assisterà ad un decennio di prosperità ed opportunità, in un nuovo capitolo della sua storia in cui si lascerà alle spalle l’incertezza e il rancore della Brexit. Questo è quanto affermato dal premier britannico, Boris Johnson.

Le parole sono giunte, il 31 dicembre, in occasione del discorso di fine anno, in cui il primo ministro ha promesso di completare “il suo lavoro” relativo alla Brexit nel giro di poche settimane. Una volta che il Regno Unito lascerà l’Unione Europea, il 31 gennaio prossimo, Johnson spera che il Paese possa proseguire sulla propria strada unito. A tal proposito, il premier ha altresì promesso un governo “per tutti”, non formato solo da coloro che l’hanno sostenuto nel corso delle elezioni.

Johnson ha ottenuto la prima approvazione della sua proposta di accordo per la Brexit in Parlamento, il 20 dicembre scorso. Si tratta di un primo passo verso l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, che Johnson, nel corso della sua ultima campagna elettorale, ha promesso di portare a termine entro il 31 gennaio. I rappresentanti britannici hanno approvato l’accordo con 358 voti a favore e 234 contro, mentre, dall’altro lato, l’Unione Europea non si è detta disposta a siglare un accordo commerciale con un vicino economicamente potente senza solide disposizioni per garantire una concorrenza leale. Le richieste del blocco europeo si concentrano sugli standard ambientali e del lavoro, nonché sulle norme riguardanti gli aiuti statali alle imprese. Il fine ultimo è far sì che la Gran Bretagna non sia in grado di offrire prodotti sul mercato unico europeo a prezzi eccessivamente bassi.

Il premier britannico si è però detto disposto a proseguire sulla sua strada e, come ribadito il 31 dicembre, una volta ritornato dalle vacanze natalizie, il primo compito sarà “portare il Regno Unito fuori dall’Unione Europea”, adempiendo, in tal modo, al mandato conferitogli dalla popolazione britannica stessa.

Sul fronte interno, Johnson ha parlato di un nuovo decennio straordinario, caratterizzato da prosperità ed in cui sarà il potenziale offerto dal popolo britannico ad essere fatto fruttare. Le risorse per il servizio sanitario nazionale verranno aumentate, le infrastrutture migliorate, si farà fronte alla criminalità e si volgerà lo sguardo alla tutela ambientale. Queste le priorità stabilite dal primo ministro, cui si aggiunge il raggiungimento di un’istruzione di qualità e la scoperta e acquisizione di tecnologie all’avanguardia.

Mentre il Regno Unito è pronto a lasciare le istituzioni dell’UE alle 23:00 del 31 gennaio, i negoziati sulle sue future relazioni economiche con gli 27 membri devono ancora iniziare. Secondo alcuni esperti, queste saranno ancora più difficili rispetto a quelle svoltesi per decretare l’uscita in sé del Paese. In tale quadro, Johnson si è fissato un termine per il completamento di un accordo commerciale ambizioso entro la fine del 2020, ovvero al termine del periodo di transizione di 11 mesi concordato dalle due parti. Molte figure di spicco dell’UE hanno messo in dubbio la scadenza, ritenuta troppo breve, e hanno messo in dubbio la decisione del primo ministro di non concedere proroghe.

La Camera bassa del Parlamento avrà tempo fino al 9 gennaio per approvare l’accordo. Una volta dato il via libera, vi saranno circa tre settimane per ottenere l’ok della Camera Alta e ricevere l’assenso reale. Il leader laburista dell’opposizione, Jeremy Corbyn, ha definito l’accordo di uscita come “terribile” e ha ribadito che il suo partito non lo avrebbe appoggiato. Nel suo discorso di fine anno, del 31 dicembre, Corbyn ha ribadito che il suo partito, il partito laburista, continuerà ad opporsi a Johnson, nonostante la sconfitta subita in precedenza.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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