Immigrazione: i fatti più importanti di dicembre 2019

Pubblicato il 1 gennaio 2020 alle 6:01 in Approfondimenti Immigrazione

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Secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di dicembre 2019, sono giunti in Europa via mare e via terra 9.641 migranti. Dall’inizio dell’anno, invece, sono sbarcati nel continente europeo complessivamente 101.161 stranieri. Il Paese che ha accolto il maggior numero di migranti, al momento, risulta essere la Grecia, con oltre 74.000 sbarchi, seguita dalla Spagna, con oltre 31.000 sbarchi, Italia, Malta, con 3.309 sbarchi, e Cipro, con 1.664 sbarchi. Il numero dei morti nel 2019, invece, è ammontato a 1.277. Tali cifre segnano una diminuzione, soprattutto in termini di sbarchi, rispetto alle cifre dello stesso periodo del 2018, quando arrivarono nei porti europei circa 141.472 stranieri e morirono in mare 2.277 persone.

Per quanto riguarda l’Italia, secondo le stime del Ministero dell’interno, nel 2019 sono sbarcati 11.471 migranti, una cifra minore di oltre il 50% rispetto al 2018, quando giunsero via mare oltre 23.000 stranieri. Le cinque principali nazionalità dei migranti accolti sono tunisina, pakistana, ivoriana, algerina e irachena. Il numero dei minori stranieri non accompagnati giunti in Italia nel 2019, invece, ammonta a 1.680, stima molto inferiore rispetto ai 3.536 minori non accompagnati sbarcati nel 2018.

Il mese di dicembre si è aperto, il 4, con un naufragio al largo della Mauritania, in cui sono morte 62 persone, tra cui donne e bambini. L’imbarcazione in questione trasportava 150 persone. Gli 83 superstiti, giunti a riva nuotando, hanno dichiarato di aver lasciato il Gambia il 27 novembre Secondo la ricostruzione dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM),l’imbarcazione ha esaurito il carburante nei pressi della costa. La rotta dell’Oceano Atlantico, che scorre vicina ai Paesi del continente africano, è una delle più pericolose nel passaggio verso l’Europa. Negli anni passati è stata spesso utilizzata dai migranti in cerca di lavoro e di migliori condizioni di vita negli Stati europei ma, da quando la Spagna ha incrementato i controlli marittimi, è diminuito il numero di imbarcazioni che tenta di intraprendere il viaggio.

Il 9 dicembre, il Ministero degli Affari Esteri italiano ha stanziato due nuovi finanziamenti nell’ambito dei progetti realizzati grazie ai contributi del Fondo Africa. Tali iniziative riguarderanno la gestione dei flussi migratori e il controllo sulla sicurezza in due Paesi di importanza prioritaria per la Farnesina, quali il Niger e l’Etiopia. Nel 2019, il Fondo ha impegnato quasi 10 milioni di euro in Niger per attività legate all’assistenza dei migranti e dei rifugiati, e per sostenere le autorità locali nella lotta all’immigrazione irregolare, fornendo assistenza tecnica ed esperienza. Il primo finanziamento, rivolto al Niger, ammonta a 800.000 euro, stanziati a favore dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC) e a supporto dei funzionari giudiziari impegnati nel contrasto al traffico illecito di esseri umani. Il secondo finanziamento, che ammonta a circa 642.000 euro, invece, è diretto all’Etiopia. In particolare, i soldi saranno destinati al Fondo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo del Capitale (UNCFDF), al fine di rafforzare i servizi di microcredito o credito inclusivo a vantaggio delle comunità di rifugiati stanziate nelle regioni di Tigray, Somaliland e Addis Abeba. Nel caso dell’Etiopia, il Fondo Africa viene impegnato soprattutto nel finanziamento di progetti che sostengono le agenzie dell’ONU impegnate nell’accoglienza dei rifugiati.

Il 10 dicembre, le autorità della Bosnia hanno iniziato a trasferire i migranti che avevano trovato rifugio presso il campo di Vucjak, nei pressi del confine con la Croazia. Fonti locali hanno riferito che ai giornalisti non è stato consentito di avvicinarsi al luogo dello sgombero per ragioni di sicurezza. Tuttavia, sono risultati in servizio gli operatori delle Ong attive sul luogo, tra cui la Croce Rossa Internazionale, i cui rappresentanti hanno rivelato che dopo aver servito la colazione ai migranti, questi sono stati prelevati dalle autorità dal campo di Vucjak e trasferiti nelle strutture di Usivak, a circa 350 chilometri a Sud, e di Salakovac, a 250 chilometri di distanza, nell’Ovest della Bosnia. Successivamente, i migranti di Vucjak, i quali risultano essere circa 600, verranno trasferiti presso la struttura di Blazuj, la quale è una ex caserma nei pressi di Sarajevo, attualmente in ristrutturazione.

Il 12 dicembre, due reti di trafficanti di migranti, una greca e una italiana, sono state smantellate grazie a un’operazione congiunta delle autorità dell’Italia e della Grecia, in sinergia con Europol ed Eurojust. Le reti criminali identificate dalle autorità erano specializzate nel traffico illecito di migranti verso l’Italia. Per raggiungere le coste italiane ciascun migrante ha dovuto pagare il viaggio almeno 6.000 euro. Nel complesso, rivela il Ministero della Giustizia, l’operazione, denominata “Sestante”, ha portato all’arresto di 13 persone, di cui 7 in Italia e 6 in Grecia. Le relative ordinanze di custodia cautelare, ha dettagliato il Ministero, erano state emesse dalla Direzione distrettuale Antimafia di Lecce e della procura di Atene. Le indagini sono durate circa un anno e sono state condotte dalla Guardia di Finanza italiana, la quale aveva coinvolto circa 100 militari del comando provinciale di Lecce, in Salento, e dell’unità centrale investigativa di Roma, specializzata in criminalità organizzata. Per quanto riguarda la controparte ellenica, invece, erano state coinvolte la polizia e la Guardia costiera della Grecia, oltre che le unità di personale dell’Europol, l’agenzia europea di collaborazione delle forze dell’ordine, con il coordinamento di Eurojust, della DDA di Lecce e della Direzione antimafia centrale.

Il 16 dicembre, un gommone con a bordo 94 migranti irregolari di nazionalità sub-sahariana è affondato al largo del Marocco, nei pressi di Nador. La Marina Reale del Marocco ha recuperato al momento 7 corpi e tratto in salvo 70 migranti, ma 17 persone sono risultate disperse. I sopravvissuti, incluse 10 donne e 1 bambino, si trovano in condizioni di salute precarie. La Guardia Costiera ha fornito loro un primo soccorso e li ha poi trasferiti all’ospedale Hassani di Nador. Il Centro di Coordinamento di Salvataggio Marino, situato a Rabat, ha confermato l’incidente riportato dalla linea telefonica di Alarm Phone, un sistema di emergenza ideato per cercare di fornire supporto ai migranti che attraversano il Mediterraneo. Alarm Phone ha contattato sia le autorità marocchine sia quelle spagnole per avvisarle del naufragio. La Marina Reale marocchina, tuttavia, è stata la prima a rispondere all’allarme. 

Il 18 dicembre, la viceministra italiana per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re, è intervenuta al Summit globale sui rifugiati a Ginevra, chiedendo la realizzazione di “un’iniziativa internazionale per promuovere il modello italiano dei corridoi umanitari per una politica migratoria di più ampio respiro, in particolare per garantire l’evacuazione dei migranti dalla Libia”. La viceministra ha altresì invitato la comunità internazionale, soprattutto gli Stati europei, ad aderire al progetto dei corridoi umanitari allargandolo a livello di Unione e coinvolgendo anche la società civile. Il programma si dovrebbe ispirare alle linee d’azione adottate dal governo italiano in materia di politica migratoria e accoglienza dei rifugiati.  “Un’iniziativa comune è necessaria per proseguire nel 2020 le operazioni di evacuazione dei rifugiati dalla Libia, l’Italia non può continuare da sola”, ha dichiarato la Del Re. Citando le iniziative italiane nel campo delle politiche sui rifugiati, la viceministra ha sottolineato che oltre 800 immigrati sono stati evacuati dalla Libia nel corso dell’ultimo anno e traferiti in Italia. Il nostro Paese, ha dichiarato la Del Re, è l’unico al mondo ad essersi impegnato in questo modo per l’accoglienza dei rifugiati provenienti dal Paese nordafricano. Altre 2.500 persone bisognose di aiuti umanitari sono giunte in Italia da Etiopia, Niger e Giordania. La ministra Del Re ha poi evidenziato che, grazie al progetto dei corridoi umanitari, nel 2020 è prevista l’accoglienza di beneficiari dall’Etiopia e dalla Giordania con borse di studio.

Il 26 dicembre, 7 persone sono morte e altre 64 sono state tratte in salvo in seguito al naufragio di un barcone che trasportava migranti originari di Pakistan, Bangladesh e Afghanistan. L’imbarcazione è affondata nel Lago di Van, nella Turchia orientale, nei pressi del confine connl’Iran. In particolare, la barca si è capovolta mentre tentava di avvicinarsi ad Adilcevaz, sulle rive settentrionali del lago.  

Il 27 dicembre, le autorità italiane hanno rintracciato due trafficanti di migranti, dopo che questi avevano noleggiato un veliero in Sicilia per dirigersi in Turchia. I sospettati sono cittadini dell’Ucraina, di 71 e 45 anni, i quali sono stati accusati dalla procura di far parte di una rete criminale internazionale specializzata in traffico di migranti.  

Il mese di dicembre si è concluso con due salvataggi. Il 27 la Ong tedesca Sea Eye ha riferito che la sua nave Alan Kurdi ha soccorso 32 persone al largo delle coste libiche. I migranti, tra cui ci sono 10 bambini e una donna incinta, hanno dichiarato di essere tutti libici. Il 29 dicembre, invece, la guardia costiera francese ha salvato 31 migranti che hanno rischiato di annegare mentre cercavano di attraversare lo Stretto della Manica. Recentemente, le Guardie di Frontiera e Costiera della Gran Bretagna e della Francia hanno recentemente intercettato diversi tentativi di attraversamento.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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