Argentina: il piano economico di Fernández convince i mercati

Pubblicato il 1 gennaio 2020 alle 6:30 in America Latina Argentina

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Il presidente argentino Alberto Fernández ha ottenuto il sostegno e il plauso dei settori che lo temevano maggiormente. Gli investitori e i creditori sono soddisfatti dell’avvio del piano economico del nuovo capo dello stato, il cui duro aggiustamento fiscale sembra dimostrare la volontà di evitare una sospensione dei pagamenti, il temuto “default” e spingere per una rinegoziazione del debito in modo ordinato. Il mercato azionario e i mercati obbligazionari registrano aumenti significativi dall’approvazione del piano di emergenza economica.

La situazione secondo numerosi analisti è paradossale. Quando la grande vittoria di Fernández nelle primarie di agosto ha fatto capire che il peronista avrebbe conquistato la presidenza, gli investitori sono andati nel panico: il mercato azionario è sceso del 38% e il peso si è svalutato il 25% in un solo giorno. Dopo l’insediamento di Fernández alla Casa Rosada, il 10 dicembre, tuttavia, le cose sono cambiate radicalmente. La Borsa di Buenos Aires è cresciuta del 20%, il peso rimane stabile e, soprattutto, il titolo di stato Bonar 2020, il primo importante pagamento del debito che la nuova amministrazione deve affrontare, ha guadagnato il 28%.

Alberto Fernández ha fatto ciò che Mauricio Macri non ha osato fare: un duro aggiustamento economico proprio all’inizio del mandato presidenziale. La fretta ha causato frequenti mancanze di coordinamento: un aumento del 5% dei carburanti è stato annunciato e poi annullato, nessuno capisce ancora le norme attuative della tassa del 30% sull’acquisto e l’uso di dollari, è stato promesso che le tariffe elettriche non sarebbero state congelate e il giorno dopo lo sono state, ma, rispetto all’instabilità e ai timori che hanno caratterizzato la fine della presidenza di Macri, il clima economico in Argentina si è calmato.

Investitori e creditori sono rimasti soddisfatti del congelamento delle pensioni, una delle maggiori voci di spesa pubblica, per sei mesi e della prudenza del ministro delle finanze, Martín Guzmán, di cui il suo mentore, il premio Nobel Joseph Stiglitz ha detto essere “la persona giusta al momento giusto”. L’impresa di consulenze argentina EcoGo, molto pessimista pochi mesi fa dinanzi alla prospettiva di un governo peronista, ora afferma che il programma di Fernández e Guzmán “inizia con un segnale molto forte agli obbligazionisti riguardo alla decisione di ricomporre il bilancio fiscale”.

Fernández continua a inviare messaggi rassicuranti ai mercati. Ha autorizzato un trasferimento dalla Banca centrale al Tesoro per un importo di 4,5 miliardi di dollari, una cufra che consentirà di pagare le scadenze del debito nel primo trimestre e affrontare con calma una rinegoziazione che dovrebbe iniziare nelle prossime settimane. La momentanea stabilità del peso e il congelamento di numerosi tassi suggeriscono una leggera diminuzione dell’inflazione, ora al 55% su base annua, già nei prossimi mesi e rende più credibile l’impegno di Guzmán a “stabilizzare l’economia” senza danneggiare l’adeguamento. Un risultato importante per un paese che inizia il suo terzo anno di recessione.

Il nuovo presidente ha già annunciato, prima di entrare in carica, che porre fine alla crisi del debito e raggiungere un programma di pagamenti più conveniente, in particolare con le scadenze dei prestiti del FMI nel 2021 e nel 2022, era la sua priorità assoluta. La sua altra priorità è ancora in sospeso, quella di “mettere soldi nelle tasche degli argentini”.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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