Somalia: Al Shabaab rivendica l’attentato di Mogadiscio

Pubblicato il 31 dicembre 2019 alle 9:19 in Africa Somalia

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L’organizzazione terroristica di Al Shabaab ha rivendicato, martedì 31 dicembre, l’attentato compiuto 3 giorni prima in Somalia, a Mogadiscio. Si è trattato dell’attacco più letale avvenuto nel Paese negli ultimi 2 anni. Il bilancio delle vittime ammonta a 81 persone. L’alto numero di morti e feriti è stato provocato dall’esplosione di un’autobomba in un’area molto trafficata della città, che ha fatto andare a fuoco diversi veicoli e bruciato alcuni edifici nelle vicinanze. In particolare, decine di persone sono rimaste intrappolate nell’assalto perché la detonazione è avvenuta all’’altezza di un incrocio dove le macchine sono costrette a rallentare per la presenza di un posto di blocco e di un ufficio che riscuote tasse da camion e autobus. Nella giornata di lunedì 30 dicembre, erano cominciate a circolare voci secondo le quali, per gli agenti di sicurezza somali, l’attentato sarebbe stato “pianificato da un Paese straniero”.

“I mujaheddin hanno effettuato l’attacco prendendo di mira un convoglio di mercenari turchi e una milizia apostata che li stavano scortando”, ha detto il portavoce di Al Shabab, Sheik Ali Mohamud Rage, in un messaggio audio. Le vittime accertate di nazionalità turca sono al momento 2 ma da Ankara un grande supporto è stato mostrato per l’assistenza dei feriti e il supporto alle attività operative. Aerei cargo dalla Turchia sono stati inviati nella capitale somala, domenica 29 dicembre, per fornire ulteriore assistenza medica e sostegno alle autorità. Alcuni dei feriti più gravi verranno trasferiti in Turchia e 24 dottori turchi sono stati mandati in Somalia per curare quelli che non possono essere evacuati. Tra i morti ci sono però anche 16 studenti dell’Università privata di Benadir, il cui autobus stava attraversando l’incrocio mentre la bomba è esplosa.

La Somalia è regolarmente attaccata dai militanti di Al Shabaab, che da più di 10 anni combattono per abbattere il governo di Mogadiscio. L’attacco più letale rivendicato dall’organizzazione nel Paese del Corno d’Africa resta quello del14 ottobre 2017, nella capitale, che ha causato la morte di più di 350 persone. Quella mattina, due autobombe esplosero presso la K5 Junction, una zona controllata da numerosi ufficiali governativi, piena di alberghi e ristoranti. L’attentato ha distrutto diversi edifici e incendiato numerosi veicoli nelle vicinanze. In seguito all’esplosione si è verificata una sparatoria presso il Safari Hotel. Gli assalitori, dopo aver detonato la bomba, hanno fatto irruzione nella hall dell’albergo sparando contro il personale e le forze di sicurezza. La Turchia, anche in quel caso, è stato il primo Paese ad assistere la Somalia, inviando una squadra di medici professionisti e un aereo adibito alle situazioni di emergenza per trasportare alcune vittime negli ospedali di Ankara. Il 16 ottobre, il Gibuti ha mandato più di 30 dottori a Mogadiscio, seguito dagli Stati Uniti che, il giorno seguente, hanno trasportato medicine e altro materiale sanitario nella capitale somala. Nel contempo, il Kenya aveva annunciato la spedizione di 31 tonnellate di materiale sanitario in Somalia, e si era offerto di assistere le forze locali nell’evacuazione delle vittime dell’esplosione.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2018 del governo degli Stati Uniti, come quello del 2017, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri per il terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che i terroristi somali utilizzano diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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