Sale la tensione diplomatica tra Bolivia e Spagna

Pubblicato il 31 dicembre 2019 alle 6:30 in Bolivia Spagna

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Sale la tensione diplomatica tra Bolivia e Spagna, dopo la decisione di Madrid di far scortare da agenti del gruppo scelto della Polizia Nazionale (GEO) l’incaricata d’affari spagnola a La Paz, Cristina Borreguero, a far visita all’ambasciatrice messicana nel paese andino, María Teresa Mercado, la cui legazione è da giorni circondata dalle forze di sicurezza boliviane. Gli agenti del GEO, inviati appositamente da Madrid, secondo le norme internazionali hanno violato la sovranità della Bolivia.

Il delegato presso la comunità internazionale del governo provvisorio della Bolivia, Jorge Quiroga, ex presidente della Repubblica, ha chiesto al presidente ad interim dell’esecutivo spagnolo, Pedro Sánchez, di “assumersi la sua responsabilità per l’incidente”.

Quiroga ha detto ai media che spera che le indagini sull’incidente vengano condotte seriamente e che il governo spagnolo non dica che è stato “un semplice errore” mandare ” quattro uomini armati e incappucciati” ad accompagnare il personale diplomatico spagnolo nella residenza dell’ambasciatrice messicana in Bolivia.

La Paz ritiene che il governo spagnolo abbia cercato di far uscire dall’ambasciata messicana alcuni alti funzionari del governo di Evo Morales rifugiati nella legazione dallo scorso novembre, per i legami che questi avrebbero con importanti esponenti di Podemos, la formazione di sinistra radicale con cui il premier spagnolo Sánchez ha siglato un accordo per la formazione del nuovo governo.

“C’era un ordine, si assuma la sua responsabilità, come capo del governo della Spagna” – ha detto Quiroga rivolto a Sánchez in una conferenza stampa nella città boliviana di Cochabamba.

L’ex presidente della Bolivia ha anche affermato che Sánchez “governa insieme Podemos”, un partito che ha definito formato da “agitatori accademici che vogliono venire in Bolivia per fare colonialismo di complicità criminale”.

Quiroga ha affermato che Pedro Sánchez e Unidas Podemos, una formazione con la quale ha raggiunto un accordo di governo, “devono essere spaventati a morte” da tutte le informazioni che potrebbero diffondere Juan Ramón Quintana e Héctor Arce, ex-capo di gabinetto ed ex-ministro della giustizia di Evo Morales.

“Ora fanno parte del governo con Sánchez e ora sono spaventati a morte che dalla Bolivia e dal Venezuela verrà svelata l’enorme quantità di denaro rubata dai nostri paesi da questi signori in nome del colonialismo costituzionale” – ha detto Quiroga riferendosi alle relazioni di Podemos con i governi di Evo Morales in Bolivia e Nicolás Maduro in Venezuela.

Inoltre, ha avvertito i presidenti del Messico, Andrés Manuel López Obrador e della Spagna, Pedro Sánchez, che “non potranno avere ragione della Bolivia”. “Rimarremo fermi in difesa della nostra patria”, ha aggiunto l’uomo che è stato presidente della Bolivia tra il 2001 e il 2002.

Quiroga ha anche affermato che la Bolivia deve rivolgersi al gruppo di Lima e all’Organizzazione degli Stati americani (OEA) per denunciare questa “cospirazione contro la ricostruzione democratica” del paese da parte del Messico e della Spagna.

Il delegato presso la comunità internazionale del governo di Jeanine Áñez ha sottolineato che è “triste” che quella che ha definito “cospirazione” abbia alleati internazionali, considerando che se la Bolivia “recupererà la sua democrazia”, “sarà inevitabile” che prima o poi lo facciano anche il Venezuela, il Nicaragua e Cuba.

L’ex presidente ha descritto Sánchez e López Obrador come “padrini dei tiranni”.

Lo scorso venerdì il governo boliviano ha accusato l’ambasciata spagnola a La Paz di aver “oltraggiato” la sua sovranità per aver fatto scortare funzionari di quella delegazione diplomatica in veicoli ufficiali da agenti di polizia “incappucciati” e “presumibilmente armati”.

Il ministro degli Esteri ad interim della Bolivia, Karen Longaric, ha dichiarato che i diplomatici spagnoli hanno cercato “clandestinamente” entrare nella residenza dell’ambasciatore messicano in Bolivia, che ospita nove tra ex-ministri e alti funzionari del governo di Evo Morales.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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