Rep. Dem. del Congo: nuovo attacco ribelle contro i civili

Pubblicato il 31 dicembre 2019 alle 11:14 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Almeno 23 persone sono rimaste uccise, nella Repubblica Democratica del Congo, in quello che è stato definito dalle autorità come un attacco perpetrato da combattenti ribelli. Lassalto è avvenuto nella notte di lunedì 30 dicembre, nella regione orientale di Beni, e, secondo la polizia e le forze di sicurezza locali, a compierlo sono stati i ribelli delle Forze Democratiche Alleate (ADF), un gruppo armato che opera anche nella vicina Uganda. L’amministratore di Beni, Donat Kibwana, ha riferito che alcuni militanti dellorganizzazione hanno colpito i civili nell’insediamento di Apetina-Sana, che si trova circa 16 chilometri a Ovest di Oicha, la principale città amministrativa della regione. Secondo quanto dichiarato, i ribelli avrebbero anche dato alle fiamme le case delle vittime. Il corrispondente di Al Jazeera in Kenya, Haru Mutasa, ha affermato che il bilancio dei morti potrebbe aumentare visto che l’attacco è durato per molte ore e alcune persone mancano ancora allappello. “Dicono che quando i ribelli sono entrati nel villaggio, sono andati di casa in casa bruciando ogni cosa sul loro cammino e uccidendo chiunque incontrassero, compresi donne e bambini, ha specificato Mutasam aggiungendo: “Nella regione si ha la sensazione che le persone siano terrorizzate e s sentano abbandonate. Pensano che tutte le risorse vadano alla capitale. Le strade sono in cattivo stato, non ci sono infrastrutture. Molte persone hanno affermato che quando si verificano attentati di questo tipo, e accadono spesso, si sentono sole.

Apetina-Sana è un punto del cosiddetto Triangolo della Morte, insieme a Mbau ed Eringeti, le zone più colpite dagli attacchi ribelli. I combattenti dell’ADF hanno ucciso più di 200 persone da quando l’esercito della Repubblica Democratica del Congo ha lanciato un’offensiva contro il gruppo armato, il 30 ottobre. La società civile, tuttavia, continua a chiedere maggiore impegno per proteggere la popolazione.

Di recente, nell’ultima serie di attacchi contro obiettivi civili, almeno 43 persone sono state uccise nella regione di Beni tra il 14 e il 15 dicembre. Anche in questo caso, i ribelli dell’ADF sono stati identificati come responsabili. L’obiettivo dei militanti sarebbe quello di terrorizzare la popolazione locale al punto da costringerli a chiedere la fine delle operazioni antiterroristiche. L’insicurezza nell’area ha già portato gli abitanti della regione di Beni a protestare contro la missione di peacekeeping delle Nazioni Unite, giudicata incapace di proteggere adeguatamente i civili. Altri gruppi armati dell’area poi, come le milizie Mai Mai, potrebbero trarre vantaggio dalla situazione di caos e disagio per condurre ulteriori attacchi nella regione.

Diversi gruppi armati operano nelle regioni orientali del Paese africano nonostante la presenza della missione delle Nazioni Unite, una delle più grandi del continente. Ciò ha diffuso un generale risentimento della popolazione nei confronti del personale ONU, accusato di non essere in grado di proteggere adeguatamente i cittadini e di non fare abbastanza per fermare la minaccia dei gruppi armati. Le tensioni tra civili da una parte e forze di sicurezza e agenti della MONUSCO dall’altra sono iniziate il 25 novembre. Gli abitanti di Beni, stanchi delle continue incursioni, hanno avviato una serie di proteste contro le forze di sicurezza e il personale della missione di peacekeeping, distruggendo e dando fuoco a diversi edifici. La polizia ha usato gas lacrimogeni e colpi di avvertimento per disperderli. 

Nel frattempo, i gruppi armati continuano a seminare il terrore nella regione e ad aggravare la sicurezza dell’area, resa ancora più instabile negli ultimi giorni dalle continue manifestazioni. Si stima che circa 160 formazioni ribelli, con un totale di oltre 20.000 combattenti, siano ancora attivi nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Negli ultimi 20 anni, le Nazioni Unite hanno cercato di stabilizzare la situazione del Paese africano dispiegando una forza di pace di circa 15.000 persone. Tuttavia, si tratta nella maggior parte dei casi di agenti con un mandato limitato e ciò può spiegare, da un certo punto di vista, la loro scarsa esperienza nel difendere i civili.

Il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Felix Tshisekedi, eletto a gennaio 2019, sta tentando di riportare la stabilità nelle regioni orientali del Paese, dove sono frequenti anche gli scontri armati tra vari gruppi etnici. Diversi membri delle milizie si sono arresi, sono stati catturati o sono rimasti uccisi ma la violenza persiste, soprattutto nella provincia di Nord Kivu, a Sud di Ituri.

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Chiara Gentili

di Redazione

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