L’Indonesia accusa la Cina di “violazione di sovranità”

Pubblicato il 31 dicembre 2019 alle 20:18 in Cina Indonesia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Indonesia ha protestato contro Pechino, lunedì 30 dicembre, per la presenza di una nave della Guardia costiera cinese nelle sue acque territoriali. Tale intrusione, nei pressi del controverso Mar Cinese Meridionale, rappresenta per Giacarta una “violazione della sua sovranità”. La nave di Pechino, a detta del Ministero degli Esteri indonesiano, ha sconfinato nella zona economica esclusiva del Paese, al largo delle coste delle isole settentrionali di Natuna. Non è chiaro però quando si sia verificato esattamente l’incidente. “Il Ministero degli Affari Esteri ha convocato l’ambasciatore cinese a Jakarta e ha espresso un forte disappunto nei confronti di questo episodio. È stata anche inviata una nota diplomatica di protesta “, ha affermato la dichiarazione del Ministero indonesiano. L’ambasciatore riferirà a Pechino, ma entrambe le parti hanno deciso di mantenere buoni rapporti bilaterali.

I pescatori locali, secondo quanto riportato dallagenzia di stampa Reuters, hanno visto una nave della Guardia costiera cinese scortare più volte diverse barche da pesca negli ultimi giorni e lo hanno riferito all’Agenzia di sicurezza marittima indonesiana. Parlando martedì 31 dicembre a Pechino, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, ha affermato che la Cina possiede la sovranità sulle isole Spratly e sulle loro acque e che sia Pechino sia Giacarta svolgono attività di pesca “normali” in quelle aree. Il portavoce ha poi aggiunto che la Guardia costiera cinese effettua anche regolari pattugliamenti lì, ma non ha menzionato direttamente le Isole Natuna. Geng ha specificato che queste affermazioni sono le stesse che sono state fatte anche dallambasciatore cinese chiamato a riferire a Giacarta. LIndonesia, da parte sua, non avanza nessuna rivendicazione sulle isole Spratly e il Ministero degli Esteri indonesiano ha chiarito che il Paese non possiede alcuna giurisdizione sovrapposta con la Cina. Tuttavia, non è la prima volta che Giacarta si scontra con Pechino per la questione dei diritti di pesca nelle isole Natuna e ha anche ampliato la propria presenza militare nella zona. La Cina rivendica la sua sovranità su gran parte del Mar Cinese meridionale, una rotta commerciale ritenuta di primaria importanza per la presenza di notevoli giacimenti di petrolio e gas naturale.

Il Mar Cinese Meridionale è anche un elemento di tensione tra Cina e Stati Uniti, oltre che un’area contesa tra vari Stati del Sud-Est asiatico. Cina e Taiwan la rivendicano in toto, mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei solo parzialmente. Le rotte presenti generano scambi commerciali dal valore di circa 5.000 miliardi di dollari all’anno e sono ricche di giacimenti minerari. Se Pechino continua a ribadire la sua sovranità sulle acque per motivazioni storiche, Washington presidia la zona per garantire la libertà di navigazione e per difendere i propri interessi commerciali. In tale contesto, la Cina ammonisce spesso gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono nell’area, e a sua volta viene accusata di dispiegare navi da guerra, armare avamposti e speronare le navi da pesca.   

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.