Bolivia espelle Ambasciatore del Messico e diplomatici spagnoli

Pubblicato il 31 dicembre 2019 alle 12:25 in Bolivia Messico Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo ad interim della Bolivia ha deciso di dichiarare personae non gratae i diplomatici spagnoli Cristina Borreguero, incaricata d’affari a La Paz, e Álvaro Fernández, e l’ambasciatore del Messico in Bolivia, María Teresa Mercado, insieme a un gruppo di funzionari che hanno avuto 72 ore per lasciare il paese dopo l’incidente diplomatico di venerdì 27 dicembre a La Paz.

L’annuncio dell’espulsione dei diplomatici e funzionari spagnoli e messicani è stata fatto dal presidente ad interim della Bolivia, Jeanine Áñez.

“Il governo costituzionale che presiedo ha deciso di dichiarare personae non gratae l’ambasciatore del Messico in Bolivia, María Teresa Mercado, l’incaricata d’affari di Spagna in Bolivia, Cristina Borreguero, il console di Spagna in Bolivia, Álvaro Fernández, e il gruppo di presunti diplomatici incappucciati e armati” – ha detto Áñez in un messaggio al paese.

“Questo gruppo di rappresentanti dei governi del Messico e della Spagna ha gravemente violato la sovranità e la dignità del popolo e del governo costituzionale della Bolivia” – ha detto Áñez in un’apparizione al Palazzo del Governo di La Paz.

La misura arriva dopo che la Bolivia ha denunciato venerdì che i funzionari dell’ambasciata spagnola sono stati accompagnati da “incappucciati” alla residenza dell’ambasciatrice Mercado, che accoglie alcuni ex ministri e alti funzionari del governo dell’ex presidente Evo Morales, accusati di reati quali sedizione e terrorismo.

Durante la lettura di una dichiarazione nel Palazzo del Governo di La Paz, Áñez ha affermato che la Bolivia “non è una colonia di nessuno” e ha chiesto il rispetto del processo che ha portato al recupero della democrazia “dopo 14 anni di dittatura”, riferendosi ai mandati in cui Evo Morales ha guidato il paese andino.

Dopo l’annuncio di Áñez, il ministro degli esteri ad interim, Karen Longaric, ha riferito ai media che la decisione del governo boliviano “non implica la rottura delle relazioni diplomatiche” con il Messico o la Spagna. Al contrario, è un requisito della Bolivia per questi governi accreditare nuovi funzionari che sostituiscono quelli che “hanno violato la sovranità e mancato rispetto delle norme boliviane”, ha affermato.

Longaric ha sottolineato che “non vi era altra possibilità se non quella di applicare la Convenzione di Vienna e chiedere che fossero rimossi dal territorio boliviano”, riferendosi ai diplomatici espulsi.

La Paz ha accusato Madrid di aver inviato in Bolivia agenti del GEO, il gruppo operativo speciale della polizia spagnola, per scortare i diplomatici spagnoli in visita all’ambasciata messicana. Il governo Áñez ritiene che la Spagna abbia intenzione di far uscire dal paese l’ex capo di gabinetto di Morales, Juan Ramón Quintana, e l’ex ministro della Giustizia, Héctor Arce. Secondo le accuse del governo Boliviano, Quintana e Arce avrebbero legami con Unidas Podemos, la formazione di sinistra radicale con cui il premier spagnolo Pedro Sánchez ha siglato un accordo di governo.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.