Somalia: attacchi aerei USA eliminano 4 terroristi di Al Shabaab

Pubblicato il 30 dicembre 2019 alle 12:56 in Africa Somalia

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Il Commando statunitense in Africa (AFRICOM)ha dichiarato di aver eliminato 4 militanti di al Shabaab nel corso di 3 offensive aeree condotte in due diverse località della Somalia. I raid sono stati effettuati domenica 29 dicembre, il giorno dopo che un attentato jihadista ha ucciso circa 90 persone nella capitale, Mogadiscio. L’attacco terroristico, compiuto con un’autobomba, è stato il più letale degli ultimi 2 anni.

L’AFRICOM ha chiarito, in una dichiarazione ufficiale, che 2 militanti somali sono stati uccisi da un duplice attacco aereo condotto nell’area di Qunyo Barrow, mentre altri 2 sono stati eliminati da un raid aereo effettuato su Caliyoow Barrow. Nessuna vittima civile è stata provocata dall’operazione. “Gli Stati Uniti e il governo federale della Somalia continueranno ad aumentare la pressione sull’organizzazione terroristica al fine di negare loro la capacità di organizzare attacchi terroristici”, ha aggiunto la dichiarazione. Gli Stati Uniti effettuano regolari attacchi aerei in Somalia a sostegno del governo di Mogadiscio e contro l’organizzazione di al Shabaab.

L’attacco compiuto dai terroristi somali contro la capitale, sabato 28 dicembre, è stato definito dalle Nazioni Unite “uno dei più orrendi” e ha causato la morte di diversi minori, inclusi studenti. In una dichiarazione, il Segretario generale dell’ONU,Antonio Guterres, ha espresso il suo sostegno alle autorità del Paese e ha auspicato che i responsabili siano presto portati in giudizio. Il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, ha fermamente condannato l’attentato e ne ha attribuito la piena responsabilità ad al Shabaab. “La tragedia di sabato deve servire da lezione perché il Paese è in uno stato di guerra. Dobbiamo essere vigili contro gli attacchi terroristici, poiché l’obiettivo primario dei terroristi è quello di causare il massimo danno a tutti”, ha detto il presidente. “Non stanno prendendo di mira solo coloro che lavorano per il governo ma l’intera popolazione”, ha aggiunto. Anche 2 fratelli turchi sono tra le vittime dell’attentato. Aerei cargo di Ankarasono stati inviati nella capitale somala per fornire ulteriore assistenza medica e sostegno alle autorità. Alcuni dei feriti più gravi verranno trasferiti in Turchia e 24 dottori turchi sono stati mandati in Somalia per curare quelli che non possono essere evacuati.

I terroristi somali di al Shabaab restano la minaccia più grave per la stabilità del Paese e di tutta la regione. I militanti sono soliti compiere attentati contro soldati, anche stranieri, in particolare americani, e altri obiettivi militari, ma non mancano attacchi perpetrati nei confronti di civili o del personale delle missioni internazionali, tra cui l’AMISOM, istituita dall’Unione Africana. La forza di peacekeeping è stata stabilita il 19 gennaio 2007 con un mandato iniziale di 6 mesi, successivamente prolungato nel corso degli anni. I Paesi che ne fanno parte sono Uganda, Kenya, Burundi, Somalia, Etiopia, Gibuti e Sierra Leone. Attualmente, 22.000 soldati dell’Unione si trovano in Somalia, ma entro il 2020 è previsto il loro ritiro definitivo dal Paese, decisione che era stata approvata dal Consiglio di pace e sicurezza dell’Unione Africana. Tuttavia, il susseguirsi degli attacchi di al Shabaab, la corruzione e le lotte intestine all’interno dei ranghi militari somali preoccupano la comunità internazionale, gettando alcuni dubbi sul fatto che l’esercito nazionale sia pronto ad assumere indipendentemente il comando della gestione della sicurezza nel Paese del Corno d’Africa.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2018 del governo degli Stati Uniti, come quello del 2017, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri per il terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che i terroristi somali utilizzano diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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