Hong Kong: manifestanti ancora in piazza nel quartiere finanziario

Pubblicato il 30 dicembre 2019 alle 10:02 in Asia Hong Kong

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Più di 1.000 persone si sono radunate nel quartiere finanziario di Hong Kong, domenica 29 dicembre, nella più recente manifestazione contro l’ingerenza di Pechino nella città semi-autonoma. 

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, i manifestanti sono tornati in piazza nonostante le proteste del 28 dicembre siano state represse con la forza. Una folla formata da giovani e anziani, quasi tutti che indossavano mascherine chirurgiche nere e turchesi per nascondere la propria identità, si è radunata per ascoltare gli organizzatori che parlavano su un palco improvvisato. “Potrebbero esserci meno persone. Sappiamo tutti che non importa quanti escano o quante volte il governo ti ignora ”, ha dichiarato una donna di 30 anni in abiti neri, soprannominata Wong. “I cittadini di Hong Kong non si fermeranno mai”, ha continuato.

Nella giornata del 28 dicembre, invece, la polizia in tenuta antisommossa ha arrestato una decina di manifestanti e ha utilizzato spray al peperoncino per disperdere un raduno finalizzato a interrompere le attività commerciali nei pressi del confine con la Cina continentale. Secondo quanto riferiscono i manifestanti, le violenze della polizia non li intimidiscono e non fermeranno la loro lotta. Altre proteste sono previste nei prossimi giorni, tra cui un conto alla rovescia per il giorno di Capodanno e una marcia del 1° gennaio che è previsto che attirino una grande partecipazione.

Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e sono nate a seguito della presentazione di una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione in Cina. La proposta è stata ritirata, ma dopo pochi mesi, le manifestazioni si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Oggi, sono diventate sempre più frequenti e sempre più violente. I leader delle proteste stanno cercando il supporto internazionale contro l’ingerenza cinese nella città semi-autonoma. 

Hong Kong è “tornata alla Cina” nel 1997 e ha perso il suo status di colonia britannica, ma i rapporti tra Pechino e la città sono regolati dalla Basic Law, una mini-Costituzione, prodotta nel corso delle trattative sino-britanniche dell’epoca. Tale documento definisce l’organizzazione di Hong Kong come una “regione amministrativa speciale” della Repubblica Popolare Cinese e sarà in vigore fino al 2047. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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