Guinea Bissau di nuovo al voto: ballottaggio per eleggere il presidente

Pubblicato il 30 dicembre 2019 alle 17:15 in Africa Guinea Bissau

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli elettori, in Guinea Bissau, hanno votato per eleggere il nuovo presidente, domenica 29 dicembre, in un ballottaggio che ha visto contendersi la carica 2 ex primi ministri, Domingos Simoes Pereira e Umaro Cissoko Embalo. Lattuale leader del Paese, Jose Mario Vaz, non è riuscito a superare il primo turno e non otterrà un secondo mandato presidenziale. I suoi 5 anni al potere sono stati caratterizzati da corruzione, attività legislativa mal funzionante e instabilità politica. Entrambi i candidati presidenziali passati al secondo turno hanno promesso di riportare la stabilità nel Paese, provare a sbloccare limpasse istituzionale e a modernizzare la nazione, che conta circa 1.6 milioni di abitanti. Il capo del Partito africano per l’Indipendenza della Guinea e di Capo Verde (PAIGC), Pereira, risulta momentaneamente il favorito, avendo conquistato il 40% dei voti alle elezioni del 24 novembre. Embalo, d’altra parte, aveva riscosso il 28%, mentre Vaz, con il suo 12%, non era riuscito a proseguire nella competizione. Dopo il primo turno elettorale, Embalo aveva immediatamente contestato il risultato affermando che lo scarto tra lui e Pereira doveva essere molto più sottile di quanto comunicato. Per quanto riguarda invece questo secondo appuntamento elettorale, i risultati sono attesi a partire da mercoledì 1 gennaio. Pereira, 56 anni, è stato primo ministro durante la presidenza Vaz, prima di essere licenziato nel 2015, una mossa che ha portato ad anni di forte tensione tra capo di Stato e Parlamento e alla nomina di numerosi primi ministri. Anche Embalo, 47 anni, è stato premier della Guinea Bissau sotto Vaz, dal 2016 al 2018.

Vaz, al potere dal 2014, è stato il primo presidente eletto democraticamente e il primo a completare tutti e 5 gli anni del suo mandato in un Paese ripetutamente scosso da colpi di stato tentati ed effettivi. Il 29 ottobre, il presidente aveva licenziato il primo ministro Aristides Gomes e aveva nominato il suo successore. Gomes, tuttavia, si era rifiutato di dimettersi e per 10 giorni il Paese ha avuto due primi ministri, almeno finché Vaz non ha deciso di fare marcia indietro, anche su pressione dell’ECOWAS, la comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale.

La Guinea Bissau, ex colonia portoghese, è uno dei Paesi più poveri del mondo. Per anni, è stato afflitta da instabilità politica, povertà, corruzione e traffico di droga. Da quando si è dichiarata indipendente, nel 1974, la Guinea Bissau ha subito circa 9 colpi di stato. Il golpe più recente si è verificato nel 2012.Le tensioni politiche sono scoppiate in maniera dirompente nell’agosto 2015, quando il presidente Vaz, in carica dal 23 giugno 2014, ha rimosso l’allora primo ministro Pereira, sostenuto dall’opinione pubblica e da numerosi investitori occidentali. Tale mossa ha innescato un periodo di instabilità che ha portato ad un vero e proprio stallo. L’accordo di Conakry avrebbe dovuto risolvere la situazione, tuttavia, importanti clausole del patto non sono state rispettate, creando ulteriori problemi tra le élite politiche locali. Tale impasse politico favorisce i trafficanti di droga, in quanto l’ex colonia portoghese costituisce un ambiente favorevole a causa della dilagante criminalità. Gli Stati Uniti hanno accusato alcuni ufficiali militari della Guinea Bissau di trarre profitto dal commercio di cocaina proveniente dal Sud America e diretto verso l’Europa.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.