Afghanistan: nuovo attacco nonostante i progressi diplomatici

Pubblicato il 30 dicembre 2019 alle 15:49 in Afghanistan Asia

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Almeno 14 agenti delle forze di sicurezza afghane sono state uccise in un attacco dei talebani, lunedì 30 dicembre, nella provincia di Jowzjan, nel Nord del Paese. L’assalto arriva poco dopo l’annuncio di un accordo per il cessate il fuoco. 

Marouf Azar, portavoce del governo locale ha affermato che i talebani hanno preso di mira un checkpoint nel distretto di Fayzabad, intorno alle 3.30 del mattino, ora locale. Oltre ai 14 morti, altri 5 soldati sono rimasti feriti, secondo quanto riferito dal portavoce. Inoltre, ci sarebbero anche 2 dispersi. I talebani hanno immediatamente rivendicato la responsabilità dell’assalto. 

Tuttavia, media afghani avevano riferito, il 29 dicembre, che i leader del gruppo terroristico, al momento situati in Pakistan, avevano accettato un cessate il fuoco temporaneo in tutto il Paese. La tregua dovrebbe servire ad aprire la strada a un accordo di pace tra gli Stati Uniti e i talebani. L’intesa è stata finalizzata dopo 10 round di colloqui tra le due parti, che si sono tenuti nella capitale del Qatar, Doha. Il capo del Consiglio dei talebani deve ancora firmare l’accordo, ma fonti interne riferiscono che non ci saranno problemi a tale riguardo.

Secondo le fonti anonime in questione, l’intesa è stata sottoposta e vagliata dal Consiglio dei talebani per una settimana, prima che si accettasse il cessate il fuoco temporaneo. La squadra negoziale è tornata in Qatar il 29 dicembre, dove il gruppo mantiene la sua sede politica. Il passo successivo all’accordo tra Stati Uniti e talebani è quello di avviare una serie di negoziati intra-afgani, che secondo le fonti si terranno entro 2 settimane dalla firma dell’intesa. 

La notizia di un possibile cessate il fuoco nel Paese era già stata diffusa il 27 dicembre. Tuttavia, le violenze non accennavano comunque a fermarsi. Lo stesso giorno, il quotidiano locale ToloNews aveva riferito che almeno 10 membri dell’esercito afghano erano morti in un attacco al loro avamposto effettuato dai talebani nel distretto di Sangin, nella provincia di Helmand. Inoltre, delle 16 persone presenti in loco, altre 4 erano rimaste ferite. Gli assalitori avrebbero scavato un tunnel nell’avamposto, fatto esplodere alcuni ordigni e poi attaccato la postazione militare. I talebani avevano immediatamente rivendicato la responsabilità dell’attacco.

Inoltre, la sera del 23 dicembre, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha comunicato che un soldato delle forze speciali statunitensi era stato ucciso in Afghanistan. Si trattava del sergente Michael J. Goble, 33 anni, di Washington Township, New Jersey. La notizia è stata diffusa poche ore dopo che la sua identità era stata rivelata sui social media dei talebani. Goble era assegnato al primo battaglione, settimo gruppo delle forze speciali, ed è morto nell’esplosione di una bomba sul ciglio di una strada, secondo un ufficiale militare. I morti statunitensi in Afghanistan nel 2018 erano stati 13 e 11 nel 2017. 

I nuovi sviluppi, dunque, arrivano in un momento particolarmente complesso per l’Afghanistan. Il generale Austin S. Miller, comandante della missione USA e guidata dalla NATO, ha dichiarato che sta valutando l’ipotesi di un ritiro delle truppe USA, con o senza accordo con i talebani. Il più recente round di negoziati tra gli Stati Uniti e i talebani a Doha, iniziato il 7 dicembre, era stato sospeso a seguito dell’attacco dell’11 dicembre contro una struttura medica, nei pressi della base militare degli Stati Uniti a Bagram. L’esplosione era avvenuta alle 6 del mattino, ora locale, nell’area nota come Jan Qadam del distretto di Bagram. Due civili sono morti ed altri 73 sono rimasti feriti nell’assalto. Tuttavia, con la notizia del 29 dicembre, la situazione sembra essersi sbloccata. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

di Redazione

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