Nigeria: ISIS rilascia un video in cui vengono decapitati 11 cristiani

Pubblicato il 29 dicembre 2019 alle 6:54 in Africa Nigeria

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Lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale ha rilasciato un video che mostra i suoi militanti decapitare 11 uomini cristiani in Nigeria. Il gruppo ha dichiarato che il gesto fa parte di una campagna volta a vendicare la morte del leader dellISIS Abu Bakr al-Baghdadi e del suo portavoce. Il filmato è stato pubblicato su Telegram, giovedì 26 dicembre, con didascalie arabe ma senza audio. Fonti internazionali hanno cominciato a divulgare la notizia nella giornata di venerdì 27 dicembre, ma alcune hanno messo in discussione lautenticità del video.

Nel filmato si vedono uomini in uniforme beige e maschere nere messi in fila dietro a una schiera di prigionieri bendati. Poco dopo, 10 di loro vengono decapitati mentre lundicesimo viene ucciso dallo sparo di un proiettile. I prigionieri implorano lAssociazione cristiana della Nigeria e il presidente Muhammadu Buhari prima di essere sterminati. Un video precedente, entrato in possesso dellagenzia di stampa Reuters, che ha potuto prenderne visione, riferisce che i prigionieri erano stati sequestrati dalle aree di Maiduguri e Damaturu, nello Stato nordorientale del Borno, dove i militanti islamisti diffondono da anni il terrore tra la popolazione locale.  

L’azione è verosimilmente opera del gruppo jihadista dello Stato Islamico dell’Africa orientale. L’ISWAP (o ISWA) è una fazione scissionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà al capo dell’ISIS, Abu Bakr al-Baghdadi. L’insurrezione dei gruppi islamisti, che va avanti da decenni in Nigeria, ha causato la morte di circa 35.000 persone e prodotto più di 2 milioni di sfollati.Ad innescare le violenze sono spesso militanti affiliati all’ISWAP o a all’organizzazione di Boko Haram. Quest’ultimo è un gruppo jihadista nigeriano che da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, si è allargato gradualmente fino a coinvolgere anche il Camerun, il Niger e il Ciad e causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, questi quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF). Diversi civili sono stati altresì costretti ad arruolarsi tra le fila dell’organizzazione e a portare a termine attacchi e attentati suicidi.

Al-Baghdadi è morto il 26 ottobre, a seguito di un raid degli Stati Uniti nel suo nascondiglio. Il generale Frank McKenzie, capo del comando centrale dell’esercito degli Stati Uniti, ha riferito che i soldati USA hanno scoperto che Al-Baghdadi era nascosto in un tunnel del complesso in cui stavano per fare irruzione quando la cattura era ormai imminente. Il capo dell’ISIS ha fatto detonare una veste esplosiva, uccidendo se stesso e 2 bambini piccoli che erano con lui. Sebbene l’operazione sia stata un successo, McKenzie ha sottolineato che sarebbe un errore pensare che l’ISIS è stato sconfitto. Il raid ha anche permesso agli Stati Uniti di raccogliere quantità “sostanziale” di documentazione, secondo quanto ha affermato McKenzie, che si è rifiutato di fornire ulteriori dettagli. 

Abu Hamza al-Qurayshi, il nuovo capo dell’ISIS, ha annunciato di essere alla guida del gruppo jihadista il 31 ottobre, in una dichiarazione audio che è stata distribuita dall’ala mediatica dello Stato Islamico, nota come Al-Furqan. Nel messaggio, al-Qurayshi ha invitato i seguaci del gruppo a giurare fedeltà al nuovo leader, che afferma di discendere dalla tribù del profeta Maometto, quella dei Quraysh. Essere un discendente è stato visto come un prerequisito per diventare un califfo. Una breve biografia di al-Baghdadi pubblicata su un forum online nel 2014 aveva fatto risalire anche il suo lignaggio a tale tribù. L’audio si rivolge anche agli Stati Uniti, dicendo: “Non rallegrarti dell’America. Il nuovo prescelto ti farà dimenticare l’orrore che hai visto e renderà i risultati dei giorni di Baghdadi deliziosi”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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