Iraq: attacco missilistico uccide un civile statunitense

Pubblicato il 28 dicembre 2019 alle 15:30 in Iraq USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un attacco missilistico contro una base militare irachena ha causato la morte di un civile statunitense, che si trovava nella struttura per lavoro. Numerosi i feriti tra le forze di sicurezza irachene e statunitensi. 

L’attacco si è verificato il 27 dicembre, ma i nomi dei cittadini USA coinvolti non sono stati rivelati. Inoltre, le informazioni relative all’assalto sono molto poche, secondo quanto riferisce il New York Times. I missili in questione hanno colpito la base militare K1, situata vicino alla città irachena di Kirkuk. La base è gestita dall’esercito di Baghdad, ma ospita anche forze militari alleate, come quelle degli Stati Uniti, che sono incaricate di addestrare le forze di sicurezza locali. Il comando militare iracheno ha riferito che le indagini sugli attacchi del 27 dicembre sono in corso e sono coordinate dall’esercito dell’Iraq. 

Una dichiarazione militare di Baghdad ha rivelato che diversi razzi si sono abbattuti sulla base. Le forze di sicurezza hanno poi trovato una piattaforma di lancio per i razzi Katyusha in un veicolo abbandonato nelle vicinanze della struttura militare. Tuttavia, non è chiaro chi possa essere responsabile dell’attacco. Le forze USA in Iraq sono state minacciate sia dalle milizie sostenute dall’Iran sia da quello che rimane dello Stato Islamico. Al momento, sono presenti circa 5.000 truppe statunitensi in Iraq. Il numero di civili che vi lavorano, invece, è molto più difficile da definire.

L’inizio della presenza dell’ISIS in Iraq risale al 2014, con l’inizio di un’ampia offensiva in Siria e in Iraq. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, seconda città del Paese e principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti, dichiarando l’instaurazione di un califfato. La città, una delle principali dell’Iraq, sarà poi liberata solo il 10 luglio 2017.

Il 9 dicembre 2017, il governo iracheno ha annunciato la vittoria sull’ISIS. In tale data, dopo 3 anni di battaglie, il primo ministro dell’Iraq in carica, Haider al Abadi, aveva comunicato che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq. Tuttavia, da allora, attacchi “mordi e fuggi”, insurrezioni e guerriglie nel territorio dell’Iraq settentrionale continuano. L’obiettivo è minare il governo di Baghdad. Diversi dati dimostrano che il califfato autoproclamato rimane ancora una minaccia per il Paese.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.