Hong Kong: manifestazioni al confine con la Cina

Pubblicato il 28 dicembre 2019 alle 19:52 in Asia Hong Kong

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La polizia di Hong Kong ha arrestato decine di manifestanti, il 28 dicembre, durante una protesta in un centro commerciale nei pressi del confine con la Cina. 

Oltre un centinaio di manifestanti, vestiti di nero e con i volti coperti da maschere, hanno sfilato in un centro commerciale a Sheung Shui, il 28 novembre, cantando “Torna in Cina”. Sheung Shui si trova appena oltre il confine, poco lontano dalla città cinese di Shenzhen ed è un importante luogo di transito di merci esenti dai dazi di Hong Kong. I commercianti di tale area sono favorevoli al controllo cinese della regione e vengono opposti dai manifestanti, che protestano contro l’ingerenza di Pechino. “La nostra intenzione è di far chiudere i negozi”, ha dichiarato Kelly, una manifestante di 17 anni che indossava una maschera, intervistata da Reuters. Secondo quanto riferito dall’agenzia stampa, inoltre, la polizia avrebbe atterrato un manifestante e gli avrebbe spruzzato dello spray al peperoncino in viso prima di ammanettarlo.

Le manifestazioni a Hong Kong stanno continuando durante il periodo natalizio. Il 25 dicembre, centinaia di persone impegnate nelle proteste e i loro sostenitori si sono radunati fuori da un piccolo ristorante di Hong Kong per una cena di Natale non convenzionale. Questi hanno condiviso piatti di carta pieni di cibo in strada, trasformando l’evento in una sorta di manifestazione. “Gli Hong Kongers sono più uniti questo Natale rispetto agli anni precedenti”, ha affermato Glory, il 31enne proprietario del Kwong Wing Catering, mentre distribuiva noodles, pollo fritto e pasta dai vassoi d’argento. “In realtà non c’è atmosfera natalizia, ma c’è un forte senso di unità”, ha aggiunto. Tutto il cibo offerto il 25 dicembre era gratuito ed era stato preparato dal ristorante o donato da alcuni sponsor.

Le proteste del 25 dicembre sono state represse dalle unità antisommossa della polizia grazie all’impiego di manganelli e gas lacrimogeno, il quale è stato utilizzato, rivela il quotidiano, per la seconda volta sin dall’inizio delle proteste, in atto dallo scorso 31 marzo. La prima volta che la polizia aveva utilizzato il gas lacrimogeno era stata il 24 dicembre, quando i manifestanti si erano riuniti nei centri commerciali, vestiti di nero e con gadget natalizi, e avevano lanciato ombrelli e altri oggetti contro la polizia.

Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e sono nate a seguito della presentazione di una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione in Cina. La proposta è stata ritirata, ma dopo pochi mesi, le manifestazioni si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Oggi, sono diventate sempre più frequenti e sempre più violente. I leader delle proteste stanno cercando il supporto internazionale contro l’ingerenza cinese nella città semi-autonoma. 

Hong Kong è “tornata alla Cina” nel 1997 e ha perso il suo status di colonia britannica, ma i rapporti tra Pechino e la città sono regolati dalla Basic Law, una mini-Costituzione, prodotta nel corso delle trattative sino-britanniche dell’epoca. Tale documento definisce l’organizzazione di Hong Kong come una “regione amministrativa speciale” della Repubblica Popolare Cinese e sarà in vigore fino al 2047. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.