Costa d’Avorio: mandato di arresto per un candidato presidenziale

Pubblicato il 28 dicembre 2019 alle 7:23 in Africa Costa d'Avorio

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un ex leader ribelle della Costa dAvorio e futuro candidato alle elezioni presidenziali del prossimo anno, Guillaume Soro, rischia di subire la condanna allergastolo in seguito a presunte accuse di coinvolgimento in un colpo di stato. Il pubblico ministero ha rilasciato la notizia venerdì 27 dicembre, dopo che, lunedì 23, era stato emesso un mandato di arresto nei suoi confronti.

Durante una conferenza stampa, il procuratore Richard Adou ha riprodotto una registrazione fatta dai servizi segreti ivoriani in cui Soro sarebbe stato intercettato mentre pianificava il colpo di stato. “La pena per aver tentato un complotto contro la sicurezza dello Stato è la condanna all’ergastolo”, ha detto Adou, aggiungendo che l’inchiesta è ancora in corso. Lavvocato e portavoce di Soro, Affoussy Bamba Lamine, non ha smentito lautenticità della registrazione presentata ma ha affermato che risaliva al 2017 ed era incompleta.

Al momento si crede che Soro sia in Europa ma la sua posizione esatta non è conosciuta. Luomo ha denunciato le accuse contro di lui come politicamente motivate. Solo in una dittatura vengono emessi mandati darresto contro candidati elettorali, ha scritto Soro su Twitter mercoledì 25 dicembre. Fino ad ora, più di 15 persone sono state arrestate per connessioni con lindagine e accusate di reati quali il riciclaggio di denaro e la detenzione di armi illegali. “Le ricerche nelle abitazioni degli indagati, tra cui Soro, sono risultate nella scoperta di armi come missili anticarro, granate a propulsione spaziale, Kalashnikov e munizioni”, ha detto il procuratore Adou.

La Costa d’Avorio, Paese dell’africa occidentale, è stato protagonista di una guerra civile durata più di 10 anni, in cui sono morte circa 3.000 persone. Il conflitto scoppiò il 19 settembre 2002, in seguito ad un fallito attentato per spodestare l’ex presidente, Laurent Gbagbo, in carica dal 26 ottobre 2000. Gli scontri hanno portato la Costa d’Avorio a dividersi tra ribelli e alleati del governo. Da allora persistono fratture profonde, soprattutto all’interno dell’esercito che è composto da ex ribelli e combattenti lealisti. Gbagbo è stato costretto ad abbandonare il potere, dopo essersi rifiutato di accettare la vittoria del presidente Alassane Ouattara alle elezioni presidenziali del novembre 2010. Tali elezioni sono state seguite dalla seconda guerra civile ivoriana, conclusasi nell’aprile 2011 e combattuta tra le forze leali a Gagbo e i sostenitori di Ouattara. Secondo le organizzazioni internazionali, durante i quattro mesi di scontri, sono state commesse violazioni dei diritti umani da entrambe le parti. L’11 aprile 2011, Gagbo è stato preso in custodia ed è stato accusato di aver sollevato l’ondata di violenze successive all’elezione di Ouattara.

Soro aveva guidato i ribelli che nel 2002 avevano tentato il colpo di stato contro Laurent Gbagbo. Ouattara, che era il candidato presidenziale sostenuto dalle forze di Soro, ha vinto nuovamente le elezioni nel 2015 ma, in seguito alle accuse di volersi ricandidare per un terzo mandato consecutivo, la sua leadership ha cominciato a vacillare. Soro mantiene la lealtà di molti ex comandanti ribelli che ricoprono attualmente alte posizioni nell’esercito. Ha servito per diversi anni come portavoce dell’Assemblea nazionale, ma i suoi rapporti con Ouattara si sono sempre più deteriorati.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.