Afghanistan: annunciato ma non rispettato un cessate il fuoco

Pubblicato il 28 dicembre 2019 alle 9:15 in Afghanistan Asia

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I leader dei talebani hanno concordato un cessate il fuoco a breve termine, secondo quanto ha affermato una fonte vicina ai colloqui di pace di Doha, in Qatar. Tuttavia, le violenze in Afghanistan non si fermano.  

Secondo la fonte che ha annunciato la tregua, il 27 dicembre, la data per la firma di un accordo di pace tra Stati Uniti e talebani sarà comunicata nei prossimi giorni e poi inizieranno le discussioni sui colloqui intra-afgani. “Il cessate il fuoco ha due parti: la prima riguarda un accordo con gli Stati Uniti. La seconda prevede un’intesa nazionale sia con gli afgani sia con gli stranieri presenti nel Paese. Penso che i talebani non siano d’accordo sulla prima sezione”, ha affermato, però, Sayed Akbar Agha, ex comandante talebano. 

In tale contesto, in Afghanistan, continuano le violenze. Lo stesso giorno, il 27 dicembre, il quotidiano locale ToloNews riferisce che, almeno 10 membri dell’esercito afghano sono morti in un attacco al loro avamposto effettuato dai talebani nel distretto di Sangin, nella provincia di Helmand. Inoltre, delle 16 truppe presenti in loco, altre 4 sono rimaste ferite. Gli assalitori avrebbero scavato un tunnel nell’avamposto, fatto esplodere alcuni ordigni e poi attaccato la postazione militare. I talebani hanno poi rivendicato la responsabilità dell’attacco.

Le ultime violenze arrivano poco dopo che un soldato delle forze speciali statunitensi era stato ucciso in Afghanistan. La sera del 23 dicembre, il Dipartimento della Difesa ha identificato il soldato deceduto come il sergente Michael J. Goble, 33 anni, di Washington Township, New Jersey. La notizia è stata diffusa poche ore dopo che la sua identità era stata rivelata sui social media dei talebani. Goble era assegnato al primo battaglione, settimo gruppo delle forze speciali, ed è rimasto ucciso dall’esplosione di una bomba sul ciglio di una strada, secondo un ufficiale militare. I morti statunitensi in Afghanistan nel 2018 erano stati 13 e 11 nel 2017. 

La morte del sergente Goble e l’attacco contro l’esercito arriva no in un momento complesso per l’Afghanistan. Il generale Austin S. Miller, comandante della missione USA e guidata dalla NATO, ha dichiarato di star valutando l’ipotesi di un ritiro delle truppe USA. Il più recente round di negoziati tra gli Stati Uniti e i talebani a Doha, iniziato il 7 dicembre, era stato sospeso a seguito dell’attacco dell’11 dicembre contro una struttura medica, nei pressi della base militare degli Stati Uniti a Bagram. L’esplosione era avvenuta alle 6 del mattino, ora locale, nell’area nota come Jan Qadam del distretto di Bagram. Due civili sono morti ed altri 73 sono rimasti feriti nell’assalto.

La struttura medica in costruzione è stata gravemente danneggiata, secondo quanto ha riferito in una nota la Resolute Support, la missione guidata dalla NATO in Afghanistan. Il 12 dicembre, un portavoce dei talebani, Suhail Shaheen, ha dichiarato che i colloqui erano stati momentaneamente sospesi. Intanto, le violenze continuano a scuotere il Paese. L’ultimo episodio si è verificato la mattina del 17 dicembre, quando almeno 10 civili, tra cui 3 bambini e 2 donne, sono rimasti uccisi nell’esplosione di una mina lungo una strada nella provincia orientale di Khost. Secondo il Ministero dell’Interno afghano, l’ordigno era stato posizionato dai talebani. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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