Polonia: la strategia di modernizzazione delle capacità di Difesa

Pubblicato il 27 dicembre 2019 alle 17:41 in Europa Polonia

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Il capo delle Forze Armate della Polonia, il Generale Rajmund Andrzejczak, ha rivelato a Defense News le priorità di Varsavia in materia di modernizzazione del settore della Difesa e i dettagli sulle interazioni che questa comporterà con altri Paesi, primi tra tutti Stati Uniti e Russia.

Nello specifico, stando a quanto si apprende, Andrzejczak ha rivelato che la strategia di modernizzazione delle capacità di difesa di Varsavia prevede da un lato l’acquisto di dotazioni da produttori esteri, ma dall’altro un focus sull’industria bellica interna, la quale sarà oggetto di ricostruzione e, parallelamente, di maggiori investimenti.

Più nel dettaglio, il capo delle Forze Armate della Polonia ha rivelato che la strategia di modernizzazione delle capacità di difesa seguirà tre priorità. La prima riguarda i sistemi di difesa aerea, ovvero l’acquisto di missili Patriot per prevenire bombardamenti. In tale ambito, ha dichiarato Andrzejczak, la priorità assoluta è la difesa delle infrastrutture critiche e delle formazioni militari in teatri ad alta intensità. La seconda priorità della Polonia in materia di modernizzazione delle capacità di difesa riguarda l’acquisto degli aerei caccia F-35. In tale ambito, Varsavia ha dichiarato di voler dismettere tutti i velivoli militari di produzione russa in suo possesso. La terza priorità riguarda invece l’industria bellica. In tale settore, secondo quanto annunciato da Andrzejczak, la Polonia aumenterà il volume degli investimenti, al fine di riequilibrare il numero di dispositivi prodotti in Polonia e la quantità di capacità acquistate da compagnie estere.

Il secondo tema approfondito dal capo delle Forze Armate della Polonia riguarda la strategia nei confronti delle dotazioni belliche di manifattura russa ancora in possesso di Varsavia. A tale riguardo, Andrzejczak ha dichiarato che la Polonia intende in primo luogo evitare l’acquisto di nuove capacità di difesa russe. Ad esempio, secondo quanto sottolineato dal generale polacco, per quanto riguarda gli elicotteri, i Mi-24, Varsavia sta cercando di rivolgersi a un altro mercato, ovvero quello ucraino, data l’importanza strategica di rimanere indipendenti in simili settori. Permane, però, una parte di dotazioni di manifattura russa, come i carri armati, di cui la Polonia non è attualmente nelle condizioni di potersi disfare. In linea con ciò, il generale polacco ha rivelato che la strategia in materia di capacità di difesa di produzione russa prevede il raggiungimento di un equilibrio tra l’abbandono delle dotazioni di produzione sovietica e il mantenimento di alcune componenti necessarie.

In terzo luogo, Andrzejczak ha dichiarato che la strategia di modernizzazione delle capacità di difesa della Polonia non dipende dall’accordo sulla collaborazione in materia di difesa siglato con Washington nel mese di giugno. L’incremento della cooperazione in materia di difesa deciso con gli Stati Uniti, ha dichiarato il generale polacco, riguardava soltanto la presenza delle truppe americane in Polonia. L’aspetto più interessante di tale accordo, ha sottolineato il generale, risulta essere l’infrastruttura che la Polonia dovrà creare in virtù dell’aumento delle truppe americane sul proprio territorio. Ciò deriva dal fatto che, in base a quanto deciso lo scorso 12 giugno, sarà la Polonia a doversi fare carico dei costi e dei lavori necessari per sostenere l’invio degli ulteriori 1.000 soldati americani, i quali però non altereranno il numero di militari americani in missione in Europa, dato che verranno sottratti alla Germania.  

La Polonia è tra i Paesi membri della NATO che spendono più del 2% del PIL in difesa. Nel 2017, Varsavia ha deciso di aumentare gradualmente la spesa per la difesa passando dal 2 al 2,5% del suo prodotto interno lordo. Ciò significa che la spesa annuale dovrebbe raddoppiare a circa 80 miliardi di zloty (21 miliardi di dollari) entro il 2032. Negli ultimi anni, la Polonia ha già acquistato dagli Stati Uniti diversi sistemi di difesa missilistica Patriot e razzi di artiglieria HIMARS (High Mobility Artillery Rocket Systems). Il Paese aveva annunciato nel 2016 un piano di approvvigionamento pari a circa 50 miliardi di dollari da spendere per lo più in armi made in USA e nella modernizzazione dei sistemi di comando e controllo.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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