Niger: 14 soldati uccisi in un agguato

Pubblicato il 27 dicembre 2019 alle 11:07 in Africa Niger

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Almeno 14 membri delle forze di sicurezza in Niger sono stati uccisi dopo che un gruppo di terroristi armati ha preso d’assalto il loro convoglio. È quanto ha riferito il governo nigerino, giovedì 26 dicembre, sottolineando che nello scontro sarebbe morto anche un numero imprecisato di militanti. Le fonti governative hanno parlato di “molte perdite” da parte del gruppo jihadista.

Uno dei più recenti attentati nel Paese risale all’11 dicembre, quando un attacco contro una base militare della regione occidentale aveva provocato la morte di 71 soldati nigerini. “Siamo in guerra. Stiamo conducendo questa guerra per una giusta causa, per la difesa della nostra nazione e per l’integrità del nostro territorio. Ed è per questo che la vinceremo, se Dio voglia, in qualsiasi momento”, aveva dichiarato il presidente Mahamadou Issoufou.

I leader di Burkina Faso, Mali, Niger, Ciad e Mauritania hanno tenuto un summit a Niamey, il 15 dicembre, per promuovere una maggiore cooperazione regionale e un più concreto supporto internazionale nella lotta contro il terrorismo.In più, il presidente francese Emmanuel Macron si è recato in Niger, il 22 dicembre, per definire chiaramente gli obiettivi di sicurezza che è necessario raggiungere nell’area del Sahel nei prossimi mesi.

Il Niger, Paese africano localizzato nell’area centrale del Sahel, è divenuto negli ultimi anni sempre più teatro di attacchi terroristici di matrice islamista. Per comprendere perché il Niger sia così esposto al terrorismo, occorre ricordare che, da quasi 60 anni, il Paese vive una situazione di instabilità economica, politica e sociale. Il 3 agosto 1960, il Niger si è reso indipendente dal dominio coloniale francese e, da allora, la strategia adottata dai governi nazionali si è concentrata sulla modernizzazione dell’economia, puntando, in particolare, sullo sfruttamento delle risorse petrolifere e minerarie. Nonostante gli sforzi, il Niger continua a essere definito uno dei Paesi più poveri del mondo dalle Nazioni Unite. 

Dal momento che i confini del Niger sono scarsamente controllati, vengono attraversati facilmente dai gruppi terroristici. Le aree di frontiera tra Niger, Burkina Faso e Mali sono particolarmente pericolose e sono spesso teatro di attacchi da parte di gruppi estremisti. Il Country Report on Terrorism 2018 riferisce che, nello specifico, in Niger sono attive organizzazioni estremiste come Boko Haram, il Movimento per l’Unicità e il Jihad nell’Africa occidentale (MUJAO), l’ISIS del Grande Sahara (ISIS-GS), ISIS dell’Africa occidentale (ISIS-WA), Jama’at al-Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), al-Mourabitoun, Ansar al-Dine e l’affiliato Fronte di Liberazione Macina.

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Chiara Gentili

di Redazione