Migranti, Italia: individuati trafficanti, avevano noleggiato un veliero in Sicilia

Pubblicato il 27 dicembre 2019 alle 20:21 in Immigrazione Italia

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Le autorità italiane hanno rintracciato due trafficanti di migranti, dopo che questi avevano noleggiato un veliero in Sicilia per dirigersi in Turchia, luogo in cui avrebbero prelevato migranti da far sbarcare in Italia.

È quanto rivelato, venerdì 27 dicembre, da ANSA, la quale ha altresì reso noto che i due trafficanti individuati dalle autorità sono due cittadini dell’Ucraina, di 71 e 45 anni, i quali sono stati accusati dalla procura di far parte di una rete criminale internazionale specializzata in traffico di migranti.

I due trafficanti, stando a quanto si apprende, sono stati individuati dopo che, lo scorso 19 dicembre, la capitaneria di porto di Reggio Calabria ha soccorso un veliero in difficoltà a causa delle cattive condizioni climatiche. Da quel momento, la procura ha avviato le indagini e ha scoperto che i due ucraini avevano noleggiato il veliero in provincia di Messina per la cifra di 3.800 euro. L’imbarcazione, ha dichiarato la Questura di Reggio Calabria, era diretta in Turchia, dove avrebbe prelevato decine di migranti da introdurre illegalmente in Italia, facendoli sbarcare in Calabria.

In materia di sbarchi, ANSA aveva rivelato, lo scorso 25 dicembre, che gli sbarchi in Italia si sono dimezzati nel 2019 rispetto all’anno precedente. Nello specifico, secondo i dati diffusi dal Viminale, rispetto al 2018 gli sbarchi sono diminuiti del 50,72%, essendo giunti in Italia 11.439 migranti, ovvero 11771 in meno rispetto all’anno precedente, quando ne giunsero 23.210. Paragonati al 2017, invece, i migranti sbarcati in Italia nel 2019 rappresentano il 90,38% in meno, paragonati ai 118.914 richiedenti asilo giunti su suolo italiano in tale periodo.

Per quanto invece riguarda i minori non accompagnati, il Viminale ha rivelato che questi risultano essere 1.618 nel 2019, ovvero circa 1.000 in meno rispetto all’anno precedete e 14.000 in meno rispetto al 2017.

L’immigrazione rappresenta sicuramente uno dei temi prioritari per l’agenda politica italiana, la quale vede tra i suoi principali focus le politiche migratorie.

In occasione della presentazione delle linee programmatiche del Ministero della Difesa, l’attuale ministro, Luciana Lamorgese, aveva dichiarato, lo scorso 20 novembre, posto l’accento sul ruolo dell’Unione Europea, alla quale è richiesto un rinnovamento che possa consentire l’adattamento alle sfide comuni e allo scenario evolutivo di un fenomeno dalle forti ricadute.

Il fenomeno migratorio deve, secondo il ministro, essere affrontato con un approccio politico multilivello, nel quale riveste un ruolo particolare la stabilizzazione del Nord Africa e lo sviluppo dell’Africa Sub-Sahariana. In tale ottica, Lamorgese aveva sottolineato la rilevanza dell’avvio di un dialogo più intenso tra l’Unione Europea e l’Unione Africana, oltre che con i Paesi membri di quest’ultima, al fine di concordare politiche efficaci e durature. Un esempio in linea con tale approccio è il Memorandum d’intesa firmato nel 2017 con la Libia, in scadenza nel febbraio 2020, con il quale l’Italia si impegnava a finanziare le infrastrutture di accoglienza della Libia e a fornire sostegno alle autorità per il contrasto all’immigrazione irregolare.

In aggiunta, Lamorgese aveva annunciato di voler incrementare il ricorso ai corridoi umanitari e di voler rafforzare le capacità di sorveglianza dei confini meridionali terresti della Libia.

Sempre in materia di immigrazione, infine, l’Italia aveva, lo scorso 23 settembre, siglato un accordo con Malta, Francia e Germania. L’intesa raggiunta, stando a quanto annunciato, intendeva porre fine alle prolungate trattative tra Stati che hanno causato il blocco, talvolta per settimane, di imbarcazioni con a bordo centinaia di persone in cerca di asilo, sancendo, tra le altre misure, l’obbligatorietà della redistribuzione dei migranti e l’impiego di “tempi rapidi”, ovvero circa 4 settimane, per i ricollocamenti e la redistribuzione sia di chi ha ottenuto lo status di rifugiato, sia della totalità dei richiedenti asilo.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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