Germania: record di esportazioni di armi, Ungheria primo acquirente

Pubblicato il 27 dicembre 2019 alle 19:25 in Germania Ungheria

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Dopo tre anni di calo delle esportazioni di armi, il 2019 si conferma per la Germania un anno record, nel quale l’Ungheria si è rivelato il primo acquirente.

È quanto annunciato, venerdì 27 dicembre, dal quotidiano tedesco Deutsche Welle, il quale ha altresì rivelato che le esportazioni di armi hanno portato alla Germania un introito di circa 8 miliardi di euro nel 2019. Tale risultato, secondo quanto rivelato dal quotidiano, ha attirato numerose critiche, le quali attaccano l’inefficacia delle restrizioni sulle esportazioni di armi annunciate dal governo tedesco.

Più nel dettaglio, secondo quanto si apprende, le esportazioni di armi della Germania sono aumentate del 65% dal gennaio 2019 a metà dicembre dello stesso anno rispetto allo stesso periodo del 2018. Le stime sono state fornite direttamente dal Ministero dell’Economia, in risposta alla richiesta avanzata dal partito socialista di sinistra e dai Verdi.

Dai documenti presentati dal Ministero, nello specifico, emerge che, dopo l’Ungheria, è l’Egitto il maggior acquirente di armi dalla Germania. Tale Paese, dichiara il quotidiano, risulta coinvolto nella guerra in Yemen, nonostante il governo tedesco abbia più volte assicurato che Berlino non avrebbe venduto armi a Paesi coinvolte nel conflitto yemenita. Oltre all’Egitto, inoltre, tra i maggiori acquirenti di armi vi sono anche gli Emirati Arabi Uniti, al nono posto, anch’essi coinvolti nella guerra in Yemen.

Il quotidiano tedesco riporta che la promessa di non vendere armi ai Paesi coinvolti nel conflitto in Yemen era stata annunciata nel 2018, in occasione dell’accordo per la formazione del governo. Successivamente, dopo l’uccisione del giornalista saudita Jamal Khashoggi, Berlino aveva annunciato l’interruzione della vendita di ogni tipo di arma ai sauditi. Tale decisione era stata prorogata lo scorso 18 settembre, quando la Germania aveva dichiarato di ritenere il Paese mediorientale coinvolto nella guerra in Yemen, vista dai tedeschi quale guerra per procura tra Arabia Saudita e Iran. Ciò nonostante, però, la promessa di non vendere armi ai sauditi era stata ripetutamente smentita dai report diffusi dal quotidiano tedesco.

In particolare, lo scorso 14 novembre, era già emerso che il governo della Germania aveva ridotto drasticamente le esportazioni di armi all’Arabia Saudita nel primo semestre del 2019, ma non le aveva sospese del tutto. Ciò derivava dal fatto che tali vendite riguardavano, secondo quanto si apprende, beni bellici che non possono essere utilizzati in maniera diretta. Nello specifico, era emerso che solo alcune componenti di armi acquistate dall’Arabia Saudita erano di manifattura tedesca, come nel caso dei velivoli Eurofighter, costruiti da un consorzio europeo.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono, da un lato, i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sanaa, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah; dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti. Il conflitto nel Paese è considerato nella regione mediorientale una guerra per procura (dall’inglese, proxy war) disputata tra l’Arabia Saudita e l’Iran. Tuttavia, gli Houthi hanno sempre respinto l’accusa di prendere ordini da Teheran, e si dicono in rivolta contro la corruzione statale.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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