Filippine condannano l’ingerenza degli Stati Uniti

Pubblicato il 27 dicembre 2019 alle 15:58 in Filippine USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le Filippine hanno vietato a 2 funzionari degli Stati Uniti di visitare il Paese e hanno annunciato nuove restrizioni se Washington dovesse imporre sanzioni contro Manila per la detenzione di un oppositore politico. 

Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, imporrà ai cittadini statunitensi l’obbligo di chiedere preventivamente il visto se gli Stati Uniti dovessero limitare l’accesso al Paese a qualsiasi funzionario filippino coinvolto nella detenzione di Leila De Lima. Tale misura è stata richiesta dai senatori USA, Richard Durbin e Patrick Leahy. La decisione di Duterte arriva dopo che il Congresso degli Stati Uniti ha approvato il bilancio per il 2020 che contiene una disposizione riguardante le Filippine. Secondo tale misura, l’ingresso negli USA sarebbe negato a chiunque fosse coinvolto nella detenzione della De Lima, una senatrice che è stata accusata di reati legati al traffico di stupefacenti all’inizio del 2017, dopo aver condotto un’indagine sulle uccisioni di massa durante le operazioni antidroga di Duterte. 

“Non staremo con le mani in mano se continuano a interferire con i nostri processi come Stato sovrano”, ha dichiarato il portavoce presidenziale filippino, Salvador Panelo, venerdì 27 dicembre. Le Filippine concedono l’ingresso senza visto per un massimo di 30 giorni ai cittadini statunitensi, 792.000 dei quali hanno visitato il Paese nei primi 9 mesi del 2019, secondo i dati del governo. Questi rappresentano quasi il 13% di tutti gli arrivi stranieri. L’ambasciata statunitense a Manila non ha immediatamente risposto a una richiesta di commento. Panelo ha aggiunto che le restrizioni ai viaggi per la detenzione della De Lima non hanno senso perché non è stata incarcerata ingiustamente, ma è stata arrestata ed è in attesa di processo. 

Secondo quanto riferisce Al-Jazeera English, Duterte non ha mai fatto mistero del suo disprezzo per gli Stati Uniti e di ciò che considera palesi interferenze da parte di Washington. Gli Stati Uniti rimangono, tuttavia, il principale alleato dell’arcipelago. Milioni di filippini hanno parenti che sono diventati cittadini statunitensi. Riguardo alla misura approvata dal Congresso, la De Lima, che è stata ministro della Giustizia in un vecchio governo, ha espresso una forte gratitudine per il supporto degli Stati Uniti. La donna ha anche vinto numerosi premi da perte di gruppi a supporto dei diritti umani, che la considerano prigioniera politica. La De Lima ha chiesto un’indagine internazionale sulla sua cosiddetta guerra alla droga di Duterte, in cui migliaia di persone sono state uccise, con l’accusa di essere coinvolti nei traffici. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.