Continuano le proteste di Natale ad Hong Kong

Pubblicato il 27 dicembre 2019 alle 9:13 in Asia Hong Kong

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Centinaia di manifestanti hanno protestato nei centri commerciali di Hong Kong, il 26 dicembre. Si è trattato del terzo giorno di manifestazioni natalizie nella città asiatica.

Le “proteste dello shopping”, come le hanno definite i manifestanti, hanno preso di mira i centri commerciali in tutta la città a partire dalla vigilia di Natale. I raduni sono poi diventati violenti, con la polizia che ha utilizzato gas lacrimogeni per disperdere le folle in aree piene di acquirenti e visitatori. Mentre l’affluenza alle proteste del 26 dicembre è stata inferiore rispetto ai 2 giorni precedenti, la polizia antisommossa ha intensificato le pattuglie nei centri commerciali sulla penisola di Kowloon e nei nuovi territori rurali. Decine di poliziotti con manganelli e scudi hanno circondato e sigillato il centro commerciale Langham Place nel quartiere Tsim Sha Tsui di Kowloon, dopo che i manifestanti mascherati avevano tentato di fare irruzione. 

Il giorno precedente, il 25 dicembre, centinaia di persone impegnate nelle proteste e i loro sostenitori si sono radunati fuori da un piccolo ristorante di Hong Kong per una cena di Natale non convenzionale. Questi hanno condiviso piatti di carta pieni di cibo in strada, trasformando l’evento in una sorta di manifestazione. “Gli Hong Kongers sono più uniti questo Natale rispetto agli anni precedenti”, ha affermato Glory, il 31enne proprietario del Kwong Wing Catering, mentre distribuiva noodles, pollo fritto e pasta dai vassoi d’argento. “In realtà non c’è atmosfera natalizia, ma c’è un forte senso di unità”, ha aggiunto. Tutto il cibo offerto il 25 dicembre era gratuito ed era stato preparato dal ristorante o donato da alcuni sponsor.

Le proteste del 25 dicembre sono state represse dalle unità antisommossa della polizia grazie all’impiego di manganelli e gas lacrimogeno, il quale è stato utilizzato, rivela il quotidiano, per la seconda volta sin dall’inizio delle proteste, in atto dallo scorso 31 marzo. La prima volta che la polizia aveva utilizzato il gas lacrimogeno era stata il 24 dicembre, quando i manifestanti si erano riuniti nei centri commerciali, vestiti di nero e con gadget natalizi, e avevano lanciato ombrelli e altri oggetti contro la polizia.

Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e sono nate a seguito della presentazione di una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione in Cina. La proposta è stata ritirata, ma dopo pochi mesi, le manifestazioni si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Oggi, sono diventate sempre più frequenti e sempre più violente. I leader delle proteste stanno cercando il supporto internazionale contro l’ingerenza cinese nella città semi-autonoma. 

Hong Kong è “tornata alla Cina” nel 1997 e ha perso il suo status di colonia britannica, ma i rapporti tra Pechino e la città sono regolati dalla Basic Law, una mini-Costituzione, prodotta nel corso delle trattative sino-britanniche dell’epoca. Tale documento definisce l’organizzazione di Hong Kong come una “regione amministrativa speciale” della Repubblica Popolare Cinese e sarà in vigore fino al 2047. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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