Cile, la denuncia di Piñera: paesi e organizzazioni straniere fomentano la protesta

Pubblicato il 27 dicembre 2019 alle 10:01 in America Latina Cile

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente del Cile, Sebastián Piñera, ha denunciato un “intervento straniero” volto a fomentare la crisi sociale che è esplosa nel paese andino il 18 ottobre scorso con la richiesta di minor disparità e maggiori investimenti in politiche sociali, salute e istruzione. In un’intervista alla versione in spagnolo della CNN, il presidente ha affermato che “la campagna di disinformazione, la diffusione di false notizie, il montaggio ad arte di immagini per creare un senso di disordine e una crisi totale, è stata gigantesca”. “E, in tutto ciò, c’è stata, senza dubbio, la partecipazione di governi e istituzioni straniere”, ha detto Piñera. Alla richiesta di un esempio, il presidente ha indicato video relativi a violazioni dei diritti umani “che sono stati ampiamente diffusi nei media cileni e stranieri che non corrispondono alla realtà. Ce ne sono molti falsi, girati fuori dal Cile o travisati” – ha attaccato il capo dello stato.

Le dichiarazioni di Piñera al network statunitense hanno generato un forte impatto in Cile, anche se parte dell’intervista era stata rilasciata il 15 dicembre, è stata ampiamente diffusa la scorsa domenica 22. Gli avversari del presidente hanno sottolineato che il capo di stato ha relativizzato le violazioni di diritti umani nell’ambito delle manifestazioni che sono state segnalate da varie organizzazioni internazionali. Nel frattempo, il procuratore nazionale, Jorge Abott, ha dichiarato giovedì 26 dicembre, che il ministero pubblico nella sua analisi delle immagini non ha riscontrato situazioni come quelle denunciate da Piñera sui video registrati al di fuori del Cile.

La portavoce del governo, Karla Rubilar, è intervenuta nel pomeriggio di giovedì (la notte tra giovedì e venerdì in Italia) per spiegare le parole di Piñera: “Abbiamo a nostra disposizione alcune immagini e video diffusi come se fossero registrati in Cile, che provengono invece da paesi come la Bolivia e la Colombia, in cui si mostrano scontri tra i manifestanti e la polizia, per cui si possono riconoscere le uniformi delle forze di sicurezza di quei paesi” – ha detto la portavoce dell’esecutivo di Santiago, aggiungendo che i Carabineros de Chile hanno “dimostrato” di non essere oggetto di quelle registrazioni. Per Rubilar, tuttavia, il presidente “ha riconosciuto e riconosce gli abusi, gli eccessi, i crimini e le violazioni che si sono verificati sfortunatamente durante questi mesi, che ci hanno ferito e speriamo che i magistrati indaghino efficacemente come appropriato”.

La pressione sul governo è stata così forte, che nella notte è stato lo stesso presidente, attraverso un video su Twitter, a spiegare le sue parole: “Quando mi sono riferito a certe notizie false in un’intervista alla CNN, non mi sono espresso in modo sufficientemente accurato, causando interpretazioni che non rappresentano il mio pensiero” – ha detto Piñera. “Le violazioni dei diritti umani devono sempre essere condannate, da tutti e in tutte le circostanze e non si deve mai tollerare l’impunità” – ha aggiunto.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.