Sale la tensione diplomatica tra Messico e Bolivia

Pubblicato il 25 dicembre 2019 alle 10:49 in Bolivia Messico

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Le relazioni diplomatiche tra Messico e Bolivia hanno raggiunto un nuovo punto di tensione. Lunedì 23 dicembre il governo messicano ha denunciato che la sua ambasciata a La Paz è stata posta sotto sorveglianza, circondata da numerosi agenti di sicurezza boliviani e che il personale diplomatico è stato molestato e intimidito dalla polizia del paese sudamericano. Il ministero degli Esteri messicano in una nota si è dichiarato “preoccupato”per la violazione dell’immunità dei suoi rappresentanti diplomatici e chiede di porre fine alla “vigilanza eccessiva”, iniziata da quando l’amministrazione di Andrés Manuel López Obrador ha reso pubblica la decisione di concedere l’asilo all’ex presidente Evo Morales l’11 novembre scorso.

La tensione attorno alla legazione diplomatica messicana a La Paz è cresciuta nelle giornate di martedì 24 e mercoledì 25 dicembre. Il Messico ha intensificato la pressione diplomatica sulla Bolivia, chiedendo l’intervento delle organizzazioni internazionali e delle diplomazie latinoamericane. La Paz risponde che l’ambasciata è “protetta” perché sono state ricevute “credibili minacce di attacco” alla legazione diplomatica.

“È un’azione concertata contro il Messico” – afferma Maximiliano Reyes, viceministro per l’America Latina e i Caraibi. Le autorità messicane affermano che esiste “senza ombra di dubbio” un legame diretto tra le molestie e la decisione di concedere asilo a nove funzionari del governo di Morales nella legazione messicana, su cui pesano i mandati di arresto emessi dal governo ad interim della Bolivia guidato da Janine Áñez.

L’obiettivo principale della giustizia boliviana è Juan Ramón Quintana, che era capo di gabinetto e uno degli uomini più forti della cerchia ristretta di Morales. Ex capitano dell’esercito e laureato in sociologia, Quintana è stato un uomo chiave nel governo di Morales, occupando il Ministero del Governo, un portafoglio di coordinamento tra la presidenza e i ministeri, tra il 2006 e il 2017, nonché dall’inizio del 2019 fino alle dimissioni di Morales. Era responsabile della gestione e dell’amministrazione di tutte le attività presidenziali. In precedenza, tra il 2017 e l’inizio dell’anno, era l’ambasciatore della Bolivia a Cuba, l’incarico più politicamente marcato della diplomazia di La Paz.

Il governo provvisorio lo accusa di sedizione e terrorismo per aver istigato e finanziato le proteste a favore del governo Morales, secondo quanto si evince dal mandato di cattura emesso nei suoi confronti. Gli scontri dei seguaci di Morales con la polizia e l’esercito hanno provocato almeno 23 morti negli ultimi tre mesi. In ottobre, mentre era ancora ministro, Quintana aveva affermato che la Bolivia sarebbe diventata “un moderno Vietnam”, alludendo alla rivolta popolare che avrebbe comportato la (allora ipotetica) rimozione di Morales. Questa dichiarazione è stata inclusa come capo d’accusa nel suo mandato di arresto, lasciato trapelare dalle autorità provvisorie della Bolivia alla fine di novembre. “Andremo a caccia di Quintana” – aveva detto la presidente Áñez a metà novembre. Sei settimane dopo la “caccia” continua, violando, secondo Città del Messico i limiti imposti dalla Convenzione di Vienna, che regola lo status, i diritti e le protezioni delle legazioni diplomatiche.

Oltre a Quinana, l’elenco dei funzionari protetti presso l’ambasciata messicana a La Paz comprende Javier Zavaleta López, ex ministro della difesa; Héctor Arce Zaconeta, ex procuratore generale; Félix César Navarro Miranda, ex ministro delle miniere; Wilma Alanoca, ministro delle Culture tra il 2017 e il 2019; Hugo Moldiz, ex capo di gabinetto; Víctor Hugo Vásquez Mamani, ex governatore del dipartimento di Oruro; Pedro Damián Dorado López, ex viceministro dello sviluppo rurale, e Nicolás Laguna, direttore dell’agenzia digitale del governo di Morales (Agetic). 

Quattro diplomatici messicani, denuncia il Ministero degli Esteri di Città del Messico, sono “sotto assedio”: il tecnico amministrativo Mariana Peña, l’Ambasciatore Teresa Mercado, il ministro Ana Luisa Vallejo e il secondo segretario Luis Guillermo Romero.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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