Afghanistan: talebani rapiscono decine di pacifisti in marcia

Pubblicato il 25 dicembre 2019 alle 16:45 in Afghanistan Asia

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Un funzionario del governo dell’Afghanistan ha annunciato che i talebani hanno rapito numerosi attivisti pacifisti, i quali erano in marcia da Herat, nell’Ovest del Paese, a Farah, a circa 240 chilometri di distanza.

È quanto rivelato, mercoledì 25 dicembre, da Al Jazeera English, il quale ha altresì reso noto che gli attivisti avevano intrapreso il viaggio da Herat a Farah con l’obiettivo di sostare in ogni villaggio per promuovere la pace, ma la carovana, composta da 6 automobili, è stata fermata dai talebani, i quali hanno rapito 27 pacifisti.

Il rapimento, avvenuto nella serata di martedì 24 dicembre, ha causato l’immediata reazione da parte degli anziani dei villaggi della provincia di Farah, i quali hanno cercato prontamente di negoziare con i talebani per chiedere il rilascio degli ostaggi.

Stando a quanto si apprende, gli attivisti erano membri del gruppo People’s Peace Movement, il quale era nato nel 2018 a seguito dell’esplosione di una autobomba nei pressi di uno stadio nella provincia di Helmand, nel Sud dell’Afghanistan. L’attentato aveva ucciso 17 civili e ferito 50 persone. L’obiettivo della marcia da Herat a Farah, secondo quanto dichiarato da un portavoce del movimento, Bisimillah Watandost, era sensibilizzare i civili al tema della pace, richiedendo allo stesso tempo il raggiungimento del cessate il fuoco tra le fazioni in guerra nel Paese.

Il People’s Peace Movement è solito organizzare marce simili a quella interrotta il 24 dicembre dai talebani. A tale riguardo, Al Jazeera English informa che solitamente gli attivisti si recano in marcia verso città controllate dai talebani, ai quali chiedono l’ottenimento di pace e stabilità.

Da parte loro, i talebani accusano il movimento di ricevere fondi da parte del governo di Kabul. Tali accuse, però, sono state respinte dai membri del gruppo pacifista.

I talebani non hanno, al momento, rilasciato commenti in merito al rapimento degli attivisti.

L’Afghanistan è, da decenni, caratterizzato da profonda instabilità. Come evidenziato dal presidente, Ashraf Ghani, in occasione della cerimonia del centenario dall’Indipendenza del Paese dal Regno Unito, che si è tenuta il 19 agosto scorso, al momento l’Afganistan si trova a dover affrontare due principali minacce. La prima vede come protagonisti i militanti dell’ISIS, mentre la seconda i talebani. Questi ultimi si sono affermati come gruppo dominante del Paese dopo il crollo dell’Unione Sovietica e, dalla fine di una guerra civile tra diversi gruppi locali, nel 1996, hanno governato gran parte dell’Afghanistan. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per riprendere il controllo del governo.     

Attualmente, secondo quanto rivelato da Al Jazeera English, i talebani controllano la porzione di territorio più ampia dal 2001, anno del rovesciamento del proprio governo da parte delle forza capeggiate dagli Stati Uniti.

Dall’inizio del conflitto, decine di migliaia di cittadini e militari afghani hanno perso la vita, insieme a circa 2.400 militari americani.

Ad oggi, gli Stati Uniti hanno incrementato il proprio impegno diplomatico per ottenere un accordo di pace con i talebani, ai quali è stato proposto il ritiro delle truppe americane in cambio di garanzie in materia di sicurezza.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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