Tunisia: il futuro premier auspica governo di indipendenti

Pubblicato il 24 dicembre 2019 alle 11:59 in Africa Tunisia

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Il primo ministro tunisino designato dal partito islamico moderato Ennahda, Habib Jemli, ha dichiarato di aver intenzione di formare un governo fatto solo di figure indipendenti, che non rappresentano alcun partito politico. Il potenziale futuro premier ha rilasciato queste parole nel corso di una conferenza stampa tenutasi lunedì 23 dicembre, sottolineando di aver chiesto al presidente Kais Saied più tempo per formare il nuovo governo. Lo sorso mese, Jemli aveva affermato di essere vicino alla formazione dellesecutivo ma, una settimana dopo, aveva annunciato di non essere ancora riuscito nellintento.

Sono circa due mesi che la Tunisia attende la formazione di un nuovo governo, a seguito delle elezioni legislative, svoltesi il 6 ottobre scorso. In tale occasione, Ennahda, partito tunisino di centro-destra, auto-definitosi “islamico” e “democratico”, è risultato essere il principale vincitore e, pertanto, si era proposto di presentare un proprio membro come primo ministro, in modo da rispettare quanto decretato. 

Ai sensi della costituzione, inoltre, è tale partito ad avere l’autorizzazione legittima per formare l’esecutivo. Tuttavia, Ennahda ha ottenuto solo 52 dei 217 seggi complessivi e, considerando altresì le disparità interne al Parlamento, formare un nuovo esecutivo per la Tunisia non risulta essere una missione semplice. Al momento, il Paese ha ancora un governo provvisorio, guidato da Youssef Chahed.

Nelle ultime settimane, i diversi partiti politici seduti in Parlamento non sono riusciti a trovare un accordo volto a creare una coalizione, così da proporre un primo ministro e formare un nuovo esecutivo. Il rischio che molti temono è che, in tal modo, vi saranno ritardi nell’attuazione di quelle riforme indispensabili a risanare l’economia del Paese, oltre che nella presentazione del bilancio.

Ennahda, considerato negli ultimi anni il maggiore partito politico tunisino, nonché quello che tuttora gode di più ampia popolarità a livello nazionale, si è trovato all’interno di numerose coalizioni di governo a partire dalla rivoluzione che, nel 2011, ha portato la democrazia nel Paese. Per un futuro governo, il partito ha designato uno dei suoi membri, Habib Jemli, già segretario di Stato dal 2011 al 2014. Tuttavia, è stata incontrata l’opposizione di diversi partiti, tra cui la coalizione formata da Attayar, ovvero Corrente Democratica, che gode di 22 seggi, Achaab’s Movement, con 16 seggi e il partito Tahya Tounes, guidato dall’ex premier Youssef Chahed, che ha ottenuto 14 seggi.

Il programma presentato da Ennahda si basa sulla lotta alla corruzione e alla povertà, sul miglioramento e rafforzamento della sicurezza del Paese, sullo sviluppo dell’istruzione e dei settori pubblici e sull’aumento di investimenti. Il partito dovrà allearsi con altri cinque o sei partiti per ottenere una maggioranza che gli consenta di formare un nuovo governo. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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