Soldato USA ucciso dai talebani in Afghanistan

Pubblicato il 24 dicembre 2019 alle 10:02 in Afghanistan USA e Canada

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Un soldato delle forze speciali statunitensi è stato ucciso in Afghanistan, portando a 20 il numero di cittadini degli Stati Uniti che sono morti durante le operazioni di combattimento nel 2019. I talebani rivendicano. 

La sera del 23 dicembre, il Dipartimento della Difesa ha identificato il soldato deceduto come il sergente Michael J. Goble, 33 anni, di Washington Township, New Jersey. La notizia è stata diffusa poche ore dopo che la sua identità era stata rivelata sui social media dei talebani. Goble era assegnato al primo battaglione, settimo gruppo delle forze speciali, ed è rimasto ucciso dall’esplosione di una bomba sul ciglio di una strada, secondo un ufficiale militare. Molto probabilmente i suoi resti arriveranno alla base aeronautica di Dover la mattina del 25 dicembre, ha riferito il funzionario. I morti statunitensi in Afghanistan nel 2018 erano stati 13 e 11 nel 2017. 

I talebani hanno rivendicato la responsabilità di tale omicidio. Zabihullah Mujahid, un portavoce talebano, ha affermato che il soldato è stato ucciso nella provincia di Kunduz, quando gli insorti hanno attaccato le forze statunitensi e afghane con una serie di attacchi esplosivi. Gli account dei social media affiliati ai talebani hanno condiviso fotografie della carta d’identità del sergente Goble e fotografie della sua uniforme insanguinata. Nell’attacco un altro soldato americano e uno afghano sono rimasti feriti, secondo Abdullah Ghulami, comandante del decimo battaglione dell’esercito afgano a Kunduz. “Un deposito di armi dei talebani è stato distrutto”, ha aggiunto.

La morte del sergente Goble arriva in un momento complesso per l’Afghanistan, mentre il generale Austin S. Miller, comandante della missione USA e guidata dalla NATO, sta valutando l’ipotesi di un ritiro delle truppe USA e ha riavviato i negoziati di pace in Qatar tra diplomatici americani e funzionari talebani. Il più recente round di negoziati tra gli Stati Uniti e i talebani a Doha, iniziato il 7 dicembre, era stato sospeso a seguito dell’attacco dell’11 dicembre contro una struttura medica, nei pressi della base militare degli Stati Uniti a Bagram. L’esplosione era avvenuta alle 6 del mattino, ora locale, nell’area nota come Jan Qadam del distretto di Bagram. Due civili sono morti ed altri 73 sono rimasti feriti nell’assalto.

La struttura medica in costruzione è stata gravemente danneggiata, secondo quanto ha riferito in una nota la Resolute Support, la missione guidata dalla NATO in Afghanistan. Il 12 dicembre, un portavoce dei talebani, Suhail Shaheen, ha dichiarato che i colloqui erano stati momentaneamente sospesi. Intanto, le violenze continuano a scuotere il Paese. L’ultimo episodio si è verificato la mattina del 17 dicembre, quando almeno 10 civili, tra cui 3 bambini e 2 donne, sono rimasti uccisi nell’esplosione di una mina lungo una strada nella provincia orientale di Khost. Secondo il Ministero dell’Interno afghano, l’ordigno era stato posizionato dai talebani. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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