Italia: condannato terrorista dell’ISIS, è già in libertà

Pubblicato il 24 dicembre 2019 alle 20:27 in Bangladesh Italia

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Un cittadino del Bangladesh di 25 anni è stato condannato, martedì 24 dicembre, per terrorismo dal tribunale di Brescia, in Italia. Nella stessa giornata, il giudice ha disposto la liberazione immediata del terrorista, in virtù del tempo già scontato in detenzione.

È quanto rivelato, martedì 24 dicembre, da ANSA, il quale ha altresì rivelato che il giovane, Yasin Khan, è un richiedente asilo del Bangladesh, arrestato nel 2018 in un centro di accoglienza in provincia di Brescia, a Montichiari, attualmente in detenzione nel carcere di Sassari.

Stando a quanto scoperto dagli inquirenti, Khan era in possesso di un documento di identità ritenuto contraffatto, nel quale era riportato il 1993 come anno di nascita. Tuttavia, secondo le autorità italiane, il giovane bengalese era nato nel 1998.

La condanna imposta dal tribunale di Brescia fa riferimento alle attività del giovane, il quale, secondo quanto ricostruito, diffondeva contenuti online di propaganda in nome dello Stato Islamico. Tale attività, inoltre, era stata portata avanti dal giovane terrorista anche in Libia, dove Khan risulta attualmente sotto indagine.

In virtù di tale reato, il giudice italiano ha condannato Khan a 1 anno, 3 mesi e 11 giorni di reclusione. Tale periodo, però, corrisponde a quanto già scontato dal giovane in carcere e, per tale ragione, il giudice ha predisposto la liberazione immediata del detenuto il quale, inoltre, verrà espulso dal territorio italiano.

Già lo scorso 2 dicembre, due sospetti terroristi, di cui un cittadino marocchino e uno bengalese, erano stati espulsi dall’Italia. Nello specifico, il primo, Mohamed Bendafi, originario del Marocco, è un 24enne residente a Torino, espulso perché attivo nella radicalizzazione jihadista sul web. Nello specifico, secondo le indagini compiute dal Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri, Bendafi era molto attivo sui social network, dove condivideva video di propaganda jihadista, in seguito rimossi dalle piattaforme perché invitavano esplicitamente i potenziali combattenti a recarsi in Siria per unirsi al jihad.

Il secondo cittadino espulso, invece, originario del Bangladesh, Jounayed Ahmed, 19enne, era un imam radicale in una associazione culturale di Padova, dove viveva. Nello specifico, il Ministero dell’Interno rivela che Ahmed era un imam e insegnante di religione presso l’associazione “Bangladesh Cultural Center”. Lo scorso 14 novembre, la DIGOS aveva sottoposto Ahmed all’obbligo di dimora, come disposto dal GIP, il quale stava indagando per maltrattamenti su minori e per le sue modalità di insegnamento nel centro, le quali avevano fatto scaturire l’accusa di abuso di autorità.

Stando a quanto ricostruito, più nel dettaglio, Ahmed e un secondo imam, anch’egli del Bangladesh, arrestato con le stesse accuse, spesso maltrattavano, esercitavano violenza fisica e psicologica e minacciavano i bambini che frequentavano il corso di religione islamica presso il Bangladesh Cultural Center di Padova. In aggiunta, secondo le autorità, Ahmed segue e predica una visione radicale della fede islamica.

Il terrorismo, secondo quanto reso noto dall’agenzia europea di collaborazione delle autorità, la Europol, all’interno del suo ultimo report dei trend e della situazione europea in materia di terrorismo, continua a costituire una minaccia per la sicurezza della maggior parte degli Stati membri.

Per quanto riguarda l’Italia, Europol rivela che Roma ha arrestato 56 terroristi nel corso del 2018, di cui 4 sono stati accusati di inviare in Siria del denaro, ottenuto in parte con donazioni e in parte con i guadagni generati dal traffico di migranti. Nello specifico, parte del denaro rintracciato era destinato a un gruppo terroristico attivo in Siria e affiliato ad al-Qaeda. A destare preoccupazione in Italia, secondo quanto rivelato da Europol, vi è anche il rischio della radicalizzazione nelle carceri italiane, dove nell’arco del 2018 è stato registrato l’aumento del numero di detenuti sostenitori dello Stato Islamico.

In aggiunta, secondo i dati diffusi dal Viminale, per quanto riguarda le espulsioni, dall’1 gennaio 2015 al 2 dicembre 2019 l’Italia ha espulso 454 sospetti terroristi, di cui 91 nel 2019. Nel 2018 le espulsioni erano state 126, 21 in più rispetto all’anno precedente, quando 105 sospetti terroristi erano stati espulsi dal Paese.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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