India: rafforzate le misure di sicurezza

Pubblicato il 24 dicembre 2019 alle 16:01 in Asia India

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Le autorità indiane hanno rafforzato le misure di sicurezza e bloccato Internet in varie città, mentre le proteste continuano in tutto il Paese.

Un funzionario del Ministero degli Interni ha dichiarato che il governo si aspetta che tutti i funzionari impiegati nel settore della sicurezza siano in servizio per la vigilia di Natale e durante la settimana delle feste. “Vogliamo che la polizia prevenga uno scoppio di violenze, ma ci rendiamo anche conto che la situazione può sfuggire al controllo, quindi le forze paramilitari verranno dispiegate nei mercati e negli spazi pubblici”, ha affermato un alto funzionario della sicurezza di Nuova Delhi. Intanto, almeno 20 proteste a sostegno o contro la nuova legge sono state programmate in diverse città con i manifestanti di entrambe le parti che invadono i social media per portare la gente in strada durante il Natale e il nuovo anno. 

Le proteste in India sono scoppiate quando il Parlamento indiano ha approvato, l’11 dicembre, il cosiddetto “Citizenship Amendment Bill” (CAB), una controversa legge che garantisce la cittadinanza agli immigrati irregolari di numerose minoranze, escludendo solo i musulmani. Tale ondata di regolarizzazioni rischia di alterare fortemente gli equilibri del Paese, sopratutto nel Nord, maggiormente interessato dalle migrazioni. Il CAB garantisce la cittadinanza alle “minoranze perseguitate” di Pakistan, Bangladesh e Afghanistan. Gli individui che fanno richiesta, tuttavia, devono vivere in India almeno dal 31 dicembre 2014. Nello Stato di Assam, nel Nord del Paese, l’opposizione al disegno di legge è stata tra le più forti e almeno 3 persone sono morte nelle manifestazioni del 15 dicembre in tale regione. 

I leader delle proteste temono che il CAB incoraggerà gli indù del Bangladesh a stabilirsi nell’area, modificando la demografia del luogo in funzione anti-islamica. Inoltre, numerosi movimenti contro la presenza di immigrati irregolari sono nati ad Assam nell’ultimo decennio. L’esistenza di tali gruppi potrebbe aumentare il livello di violenza del conflitto. Infine, il governo ha affermato che la nuova legge verrà applicata a seguito della redazione di un registro della cittadinanza. I rifugiati o immigrati musulmani non hanno diritto ad essere iscritti in tale lista e rischiano di essere espulsi e di diventare apolidi. I membri di altre fedi, elencate nella nuova legge, al contrario, hanno un percorso privilegiato verso la cittadinanza. In tale contesto, un ulteriore problema è rappresentato dalla confusione relativa al censimento in India

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Maria Grazia Rutigliano  

di Redazione

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