Hong Kong: scontri alla vigilia di Natale

Pubblicato il 24 dicembre 2019 alle 16:55 in Asia Hong Kong

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La polizia antisommossa di Hong Kong ha usato gas lacrimogeni contro i manifestanti, durante alcuni scontri nei centri commerciali il 24 dicembre, mentre le proteste antigovernative si sono intensificate alla vigilia di Natale.

I manifestanti si sono riuniti nei centri commerciali, vestiti di nero e con gadget natalizi e hanno lanciato ombrelli e altri oggetti contro la polizia che ha risposto con manganelli. Secondo quanto riferito da Al-Jazeera English, un ufficiale di polizia avrebbe puntato la pistola contro la folla ma non ha poi sparato. Fuori dal centro commerciale, le forze dell’ordine hanno usato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti che avevano occupato le strade principali. Secondo quanto riferito, agenti di polizia in borghese hanno effettuato arresti all’interno di alcuni negozi nel quartiere di lusso di Harbour City.

Molte famiglie con bambini si erano radunate nella stessa zona per vedere le luci di Natale lungo la passeggiata nel quartiere turistico di Kimloon Tsim Sha Tsui. Hong Kong è caratterizzata da una considerevole popolazione cristiana, ma le proteste non si stanno arrestando per le festività. La polizia che ha dichiarato che non avrebbero chiuso le strade al traffico, come fanno normalmente durante il periodo festivo, per paura che i manifestanti avrebbero sfruttato l’occasione per radunarsi.

La sera del 20 dicembre, la polizia ha arrestato un uomo che ha sparato un colpo con una pistola contro agenti in borghese nel distretto settentrionale di Tai Po. Nonostante l’allarme, nessuno è rimasto ferito. Una ricerca in un appartamento vicino ha però rivelato un deposito di armi, tra cui un fucile semi-automatico e alcuni proiettili. Steve Li, un alto funzionario di polizia presente sulla scena, ha dichiarato ai giornalisti che la polizia aveva informazioni che il sospettato aveva pianificato di usare la pistola durante una protesta per “provocare il caos e ferire gli agenti”.

Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e sono nate a seguito della presentazione di una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione in Cina. La proposta è stata ritirata, ma dopo pochi mesi, le manifestazioni si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Oggi, sono diventate sempre più frequenti e sempre più violente. I leader delle proteste stanno cercando il supporto internazionale contro l’ingerenza cinese nella città semi-autonoma. 

Hong Kong è “tornata alla Cina” nel 1997 e ha perso il suo status di colonia britannica, ma i rapporti tra Pechino e la città sono regolati dalla Basic Law, una mini-Costituzione, prodotta nel corso delle trattative sino-britanniche dell’epoca. Tale documento definisce l’organizzazione di Hong Kong come una “regione amministrativa speciale” della Repubblica Popolare Cinese e sarà in vigore fino al 2047. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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