Grecia chiede all’UE di accogliere i migranti minori non accompagnati

Pubblicato il 24 dicembre 2019 alle 17:57 in Europa Grecia

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La Commissione europea ha chiesto alla Germania di condividere il peso dellimmigrazione in Grecia accettando di accogliere alcuni minori non accompagnati che vivono nei campi per i rifugiati sparsi sul territorio greco. La Commissione è preoccupata per la situazione dei bambini non accompagnati ed è a stretto contatto con le autorità greche, soprattutto per quanto riguarda la situazione nei campi sovraffollati delle isole o nei punti di sbarco, ha riferito un portavoce europeo. In particolare, relativamente ai più di 5.000 minori non accompagnati, la Commissione ha ripetutamente chiesto agli Stati membri di continuare con il ricollocamento volontario dai campi greci, anche grazie ai fondi messi a disposizione dalla Commissione, ha aggiunto la fonte. La richiesta è andata in primo luogo alla Germania dopo che il Partito dei Verdi aveva chiesto alla coalizione di governo di accettare i minori stanziati nei campi greci. Il leader dei Verdi, Robert Habeck, aveva dichiarato in unintervista al quotidiano Frankfurter Allgemeine che i bambini stanno vivendo in condizioni intollerabili. Solo sulle isole di Lesbo, Chios, Samos, Leros e Kos, circa 2.000 minori non accompagnati sono stati registrati, secondo i dati dellUnione Europea. Su tutto il Paese, invece, ce ne sarebbero circa 5.276. Il 9% di questi hanno meno di 14 anni e il 92% sono maschi. La Grecia ha chiesto ripetutamente agli Stati europei di supportarla nella gestione della crisi prendendo in cura i minori non accompagnati ma, al momento, solo pochissimi Paesi hanno espresso il loro appoggio. Il ministro dellInterno tedesco Horst Seehofer ha declinato la chiamata, affermando che la Germania stava già aiutando tanto la Grecia. Il vice portavoce del governo tedesco, da parte sua, ha dichiarato di voler insistere nel trovare una soluzione europea piuttosto che nazionale al problema.

“La crisi è in corso ed è grave”, ha detto Manos Logothetis, commissario governativo per la migrazione, mercoledì 18 dicembre. Negli ultimi 6 mesi, 45.000 rifugiati sono arrivati sul territorio della Grecia, portando Logothetis a sostenere che la crisi attuale sia ben più grave di quella del 2015, quando il numero di persone in fuga dalla guerra civile in Siria aveva raggiunto il suo culmine. Attualmente, ci sono più di 41.000 persone che sostano nei campi appositamente realizzati sulle isole greche di Lesbos o Samos. Secondo il governo greco, si tratta del numero più alto da quando il patto UE-Turchia sui rifugiati è entrato in vigore, nel 2016.

Durante il 2015, i migranti tendevano a passare attraverso la Grecia per recarsi in altri Paesi dell’UE, ma ora sono in gran parte bloccati nei centri di accoglienza istituiti sulle isole, con scarse possibilità di raggiungere l’entroterra. Dunque, questi campi continuano a riempirsi e diventano sempre più affollati. Nell’aprile 2019, c’erano circa 14.000 migranti stanziati sulle isole e le agenzie umanitarie continuano a sottolineare che la situazione è drastica. Per alleviare la crisi, Logothesis ha annunciato che il governo greco intende trasportare 10.000 richiedenti asilo in Turchia. Tuttavia, per farlo il Paese avrà bisogno di 270 revisori di casi di asilo. È poi prevista la costruzione di nuovi centri di arrivo su ciascuna delle cinque isole su cui la maggior parte dei migranti approda dopo aver attraversato il Mar Egeo. Il partito attualmente al potere, quello della Nuova Democrazia, predilige un approccio più rigido rispetto al tema degli arrivi dei migranti, concentrandosi sui trasferimenti e su decisioni più rapide sulle domande di asilo.

Il 7 dicembre, il direttore generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Antonio Vitorino, ha incontrato ad Atene, venerdì 6 dicembre, il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e il ministro degli Affari Esteri, Nikos Dendias. In tale occasione, i tre hanno discusso a lungo sulle strategie migliori per affrontare l’attuale crisi migratoria. Secondo il rappresentante dell’IOM, le significative pressioni che sta subendo la Grecia dovrebbero spingere i Paesi dell’Unione europea a fornire maggiore supporto politico ed economico. Gli arrivi di migranti irregolari in Grecia sono aumentati drasticamente nella seconda metà del 2019, procurando problemi alle comunità e strutture di accoglienza, soprattutto nelle isole. Il Direttore generale ha dunque sottolineato l’importanza di un approccio alla gestione dell’immigrazione bilanciato e valido nel lungo periodo. “Siamo convinti che i pericoli e le pressioni dell’immigrazione irregolare, facilitata da reti pervasive di contrabbando, possano essere alleviate solo migliorando e aumentando i canali per la migrazione ordinata e legale, come il reinsediamento e percorsi complementari, incluso il meccanismo di condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri dell’UE”, ha affermato Vitorino.

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Chiara Gentili

di Redazione

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