Cipro, Egitto, Grecia e Francia si incontreranno al Cairo

Pubblicato il 24 dicembre 2019 alle 18:36 in Egitto Grecia

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Il ministro degli Affari Esteri della Grecia, Nicos Dendias, ha annunciato che a pochi giorni di distanza dalla firma del progetto di costruzione del gasdotto EastMed si terrà un incontro quadripartito tra Cipro, Egitto, Grecia e Francia.

È quanto rivelato, martedì 24 dicembre, dal quotidiano ellenico Ekathimerini, il quale ha altresì annunciato che tale vertice si collocherà in un clima di intenso impegno diplomatico per i vertici politici ellenici.

Nello specifico, rivela il quotidiano, la Francia ha deciso di aderire al consueto incontro trilaterale tra Grecia, Cipro ed Egitto, programmato per il 4 gennaio. La scelta della Francia, secondo quanto reso noto, è una diretta conseguenza del suo maggior impegno nella regione del Mediterraneo orientale.

In aggiunta, Ekathimerini rivela che la sintonia politica tra il presidente francese, Emmanuel Macron, e il presidente del consiglio greco, Kyriakos Mitsotakis, ha creato sinergie su molteplici livelli, soprattutto per quanto riguarda la promozione dell’adozione di una politica estera e di difesa comune più incisiva da parte di Bruxelles.

Non essendovi al momento un quadro ufficiale regionale di collaborazione europeo in tali ambiti, la Francia si sta progressivamente avvicinando alla Grecia, anche in previsione della costruzione del gasdotto EastMed da parte di Grecia, Cipro ed Israele.

Resta ancora da vedere, sottolinea il quotidiano ellenico, la strategia che l’Italia deciderà di adottare per quanto riguarda il gasdotto EastMed e, più in generale, la sicurezza del Mediterraneo orientale. A tale riguardo, Roma e Atene hanno annunciato un vertice tecnico per il 30 dicembre, il quale potrà vertere sulla definizione dei confini marittimi e dell’individuazione delle zone economiche esclusive.

In tale contesto, e soprattutto in riferimento agli equilibri di potere nella regione, rivestono particolare valore anche i prossimi incontri tra il premier della Grecia e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il vertice annunciato tra il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e il Capo di Stato russo, Vladimir Putin.

Il vertice quadripartito tra Cipro, Egitto, Grecia e Francia, più nello specifico, secondo quanto rivelato dal Financial Mirror, si pone quale tentativo di tali Stati di contrastare la strategia adottata dalla Turchia in materia di politica e sicurezza energetica.

In particolare, ad aver causato tensioni in materia energetica concorrono le trivellazioni che la Turchia conduce a Nord-Est di Cipro e il Memorandum d’Intesa siglato con la Libia.

Per quanto riguarda le trivellazioni, queste avvengono a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale, risorsa che Nicosia già vende a Egitto e Israele, dallo scorso 3 maggio. In tale data erano partite le prime trivellazioni, e risultano tuttora in corso, con la nave turca Fatih a largo delle coste di Pafo, ad Ovest di Cipro, all’interno di un’area marittima al centro di una disputa territoriale. Il 2 giugno, inoltre, la Turchia aveva inviato una seconda nave da perforazione per compiere trivellazioni di idrocarburi a largo di Cipro, la Yavuz, all’interno di un’altra area al centro di una disputa territoriale tra Turchia e Cipro. Lo scorso 18 settembre, la Yavuz aveva abbandonato tali acque per far rifornimento al porto turco di Tasucu, nella provincia di Mersin, nell’area meridionale della Turchia, ma era tornata attiva nelle acque a largo di Cipro lo scorso 5 ottobre.

Per quanto invece riguarda gli accordi tra Libia e Turchia, questi erano stati firmati lo scorso 27 novembre, quando il presidente del Consiglio presidenziale del governo tripolino, Fayez Al-Sarraj, ed il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, avevano firmato alcuni memorandum d’intesa relativi alla cooperazione in materia di sicurezza e al settore marittimo. A causare tensioni è soprattutto il memorandum siglato in ambito marittimo, il quale, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi tra Libia e Turchia anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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