Attacchi missilistici israeliani in Siria

Pubblicato il 24 dicembre 2019 alle 9:16 in Israele Siria

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Le forze armate israeliane hanno effettuato una serie di attacchi aerei in territorio siriano, nei quali sono rimasti uccisi 3 cittadini stranieri, probabilmente iraniani. 

Secondo quanto riporta il quotidiano The New Arab, il 23 dicembre, si sono verificati 3 attacchi vicino alla capitale, Damasco, e  uno dei missili israeliani ha colpito la città di Agraba, nel Sud-Est del Paese. L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umano, un’organizzazione umanitaria con sede nel Regno Unito, ha riferito di 3 esplosioni e che gli assalti hanno preso di mira postazioni militari iraniane e siriane vicino a Damasco. “Nell’attacco missilistico israeliano della scorsa notte a Sud della capitale siriana, almeno 3 cittadini stranieri – probabilmente di origine iraniana – sono stati uccisi”, ha affermato l’organizzazione.

Non vi è stato alcun commento immediato da parte di Israele, ma un portavoce dell’esercito ha affermato che non avrebbe aggiunto informazioni alle notizie dei media stranieri. Il 20 novembre, l’esercito israeliano aveva dichiarato che le proprie forze aeree avevano colpito decine di obiettivi iraniani e siriani in Siria. L’attacco, secondo quanto riferito in un comunicato dell’esercito israeliano, era stato condotto nel corso della notte tra il 19 e 20 novembre ed aveva preso di mira sia postazioni delle Quds Force sia delle forze siriane. A detta di Israele, si era trattato di un’operazione in risposta ai missili lanciati dalle forze iraniane dai territori siriani verso Israele, nella notte di martedì 19 novembre. 

Negli ultimi anni, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran e il gruppo paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah.

Le Quds Force sono un distaccamento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica di Teheran. Risale al 24 agosto la dichiarazione di un portavoce militare israeliano, Jonathan Conricus, secondo cui tale braccio armato stava progettando di lanciare droni “killer” armati e muniti di esplosivi per lanciarli nella zona settentrionale di Israele. In tale occasione, il premier Netanyahu aveva annunciato che l’esercito aveva sventato l’attacco pianificato da Teheran, commentando: “L’Iran non ha immunità dappertutto. Le nostre forze operano in ogni settore contro l’aggressione iraniana”.

Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad, nella guerra civile in Siria, sin dal 2012. Il conflitto ha avuto inizio il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime. La Russia, anch’essa alleata del regime, ha finora ignorato apertamente i raid aerei israeliani.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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