Argentina: Morales coinvolge Fernández nelle elezioni boliviane

Pubblicato il 24 dicembre 2019 alle 6:30 in Argentina Bolivia

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Evo Morales ha dichiarato che il governo argentino di Alberto Fernández “collaborerà con la sicurezza” dell’atto che sta preparando per domenica prossima, 29 dicembre, durante il quale il sui partito Movimento per il Socialismo (MAS) definirà il suo candidato per le prossime elezioni in Bolivia.

L’ex presidente ha dichiarato in un’intervista radiofonica che ha deciso di “convocare i compagni del MAS, per domenica prossima, al confine tra Argentina e Bolivia”. “Lì sceglieremo il nostro candidato in vista delle prossime elezioni” – ha spiegato.

Morales ha stimato che “parteciperanno almeno 1000 leader” e che il governo argentino contribuirà alla questione della sicurezza. L’evento si terrà a Oran o Salvador Mazza, due città della provincia argentina di Salta vicino al confine con la Bolivia.

La campagna del MAS, diretta da Morales dall’Argentina, coinvolge direttamente Fernández nel voto del paese andino. Un coinvolgimento che le autorità di Buenos Aires hanno cercato di evitare nonostante l’aperto sostegno al leader indigeno deposto.

Sulla situazione nel suo paese, Morales ha affermato che “ciò che fa più male dopo il colpo di stato sono i morti” e la “distruzione dell’economia”. Ha fatto riferimento al rapporto dell’Organizzazione degli Stati Americani sulle elezioni del 20 ottobre in Bolivia e ha assicurato che “non parla di frodi e brogli ma di irregolarità”, affermando che l’opposizione al suo progetto politico passa attraverso “l’ dio contro la comunità indigena e l’industrializzazione del litio”che ha promosso come presidente. “Qui il problema è il voto indigeno” – ha detto, e ha osservato che “il colpo di stato è rivolto al litio”.

L’ex presidente boliviano è giunto in Argentina come rifugiato dopo essere stato in Messico per un mese, a seguito delle sue dimissioni, il 10 novembre scorso. “Sono arrivato triste e deluso dopo aver subito il colpo di stato nel mio paese” – ha detto Morales, che ha ringraziato “il sostegno ricevuto dalle autorità argentine”, citando direttamente il presidente Alberto Fernández e il Ministro egli esteri Felipe Solá.

Ha ammesso di non aver avuto “buone informazioni e adeguata intelligence” delle agenzie di sicurezza e ha ricordato che settimane prima delle elezioni una persona gli aveva parlato di un complotto contro di lui. “Ne ho parlato con i ministri e nessuno ci ha creduto, non ci ho creduto nemmeno io”.

Morales ha dichiarato che il 27 ottobre, giorno delle elezioni in Argentina e Uruguay quando tutta l’attenzione della regione era incentrata su Buenos Aires e Montevideo, si è reso conto che era in corso “un colpo di stato” che poteva avere successo quando gruppi di Santa Cruz de la Sierra e di altre città si trasferivano nella capitale. “Hanno assunto charter dell’aviazione privata per prendere le persone” – ha affermato.

Le parole di Morales, che coinvolgono direttamente Alberto Fernández nel processo elettorale che si svolgerà in Bolivia in una data ancora da stabilire, ha irritato le autorità di La Paz. I rapporti tra il governo ad interim della presidente Áñez, la senatrice conservatrice successa a Morales, e il governo peronista di Buenos Aires, sono pessimi sin da prima del trasferimento dell’ex capo di stato boliviano in Argentina lo scorso 12 dicembre.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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