Libia: vertice inaspettato tra Haftar e la Grecia, Tripoli reagisce

Pubblicato il 23 dicembre 2019 alle 17:30 in Grecia Libia

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Il ministro degli Affari Esteri della Grecia, Nikos Dendias, si è recato a Benghazi, in Libia, per incontrare il generale dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar.

L’incontro, avvenuto domenica 22 dicembre, stando a quanto riportato dal quotidiano ellenico Ekathimerini, è stato dedicato alla discussione degli ultimi sviluppi in materia di sicurezza in Libia e all’individuazione di strategie per porre fine alle ostilità.

In aggiunta, secondo quanto si apprende, nel corso dell’incontro con il generale Haftar, Dendias ha avuto modo di ribadire la posizione della Grecia nei confronti del Memorandum d’Intesa siglato tra Tripoli e Ankara lo scorso 27 novembre sulla definizione dei confini marittimi.

In tale occasione, il presidente del Consiglio presidenziale del governo tripolino, Fayez Al-Sarraj, ed il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, avevano firmato alcuni memorandum d’intesa relativi alla cooperazione in materia di sicurezza e al settore marittimo. Nello specifico, il memorandum concluso in ambito marittimo, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi tra Libia e Turchia anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.

La posizione della Grecia è dunque stata ribadita in occasione del vertice con Haftar, nel corso del quale Dendias ha definito “infondati” i memoranda segnati tra Tripoli e Ankara, i quali, a detta del ministro degli esteri ellenico, violano il diritto internazionale e, soprattutto, il diritto del mare.

In risposta, secondo quanto riportato dal quotidiano ellenico, il ministro degli Esteri del governo tripolino, Mohamed Taher Siala, ha criticato la visita condotta da Dendias a Benghazi. L’incontro con Haftar, ha dichiarato Siala, rappresenta una “seria violazione delle decisioni delle Nazioni Unite, del Consiglio di Sicurezza e delle organizzazioni regionali, le quali riconoscono quale governo legittimo esclusivamente il governo di unità nazionale”.

Nel frattempo, in risposta al memorandum siglato tra Turchia e Libia, i presidenti di Cipro, Grecia e Israele hanno annunciato la firma, nel prossimo mese di gennaio, di un accordo sulla costruzione di un gasdotto nel Mediterraneo orientale. Tale progetto, ha dichiarato la Grecia, continuerà nonostante le obiezioni della Turchia.

L’accordo, stando a quanto riportato, potrebbe coinvolgere anche l’Italia, ma finora i vertici non hanno ancora confermato, né smentito, la partecipazione di Roma alla firma dell’accordo, prevista per il 2 gennaio.

Il gasdotto, riporta Ekathimerini, collegherà direttamente le risorse energetiche del Mediterraneo orientale alla Grecia e all’Italia attraverso le isole di Cipro e Creta, senza però toccare acque della Turchia, la quale si è rivelata contraria all’accordo.

 

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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