Libano: Di Maio in visita di Stato ufficiale

Pubblicato il 23 dicembre 2019 alle 20:29 in Italia Libano

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Il ministro degli Affari Esteri dell’Italia, Luigi Di Maio, si è recato a Beirut, in Libano, per incontrare i vertici del Paese e il contingente italiano in missione presso il teatro operativo libanese.

È quanto annunciato, lunedì 23 dicembre, dal Ministero degli Affari Esteri di Roma, il quale ha altresì dettagliato l’agenda degli incontri di Di Maio in Libano.

Più nello specifico, nel corso della sua visita, il ministro degli Esteri ha incontrato il suo omologo libanese, Gebran Bassil, il comandante della missione ONU in Libano, il Generale Stefano Del Col, ma anche il comandante del contingente italiano, il generale Diego Fulco e il comandante della Missione Italiana bilaterale, il colonnello Luciano Antoci.

Secondo quanto si apprende, nel corso del vertice con il suo omologo libanese, Di Maio ha avuto modo di ribadire la solidità delle relazioni tra Italia e Libano. Tali relazioni, ha sottolineato il ministro italiano, risultano ulteriormente rafforzate dal contributo italiano alla missione ONU in Libano, l’UNIFIL, oltre che grazie al supporto garantito da parte dell’Italia alle Forze Armate del Paese e al settore economico e culturale.

In riferimento, invece, all’incontro con il Comandante di UNIFIL, la Farnesina informa che durante il colloquio Di Maio ha avuto modo di esprimere la propria soddisfazione in merito all’operato della missione, la quale di trova sotto comando italiano. L’UNIFIL, ha riconosciuto Di Maio, fornisce un importante contributo per il mantenimento della pace e della stabilità nella regione mediorientale, la quale risulta caratterizzata da tensioni e fattori di instabilità.

Di Maio si è in seguito recato presso il Contingente italiano di UNIFIL, dove ha potuto ribadire l’importanza del lavoro svolto dalle truppe italiane a sostegno della sicurezza della regione e delle Forze Armate del Libano.

Secondo i dati del Ministero della Difesa italiano, in Libano risultano in questo momento attivi circa 1.250 militari italiani, impegnati nella cornice della missione delle Nazioni Unite (UNIFIL) e della missione bilaterale avviata dall’Italia (MIBIL). Il Libano, più nello specifico, è il teatro operativo con il numero maggiore di militari italiani impegnati in missioni internazionali i quali, in totale, risultano essere 5.560.

Il Libano, inoltre, è teatro di forti proteste dal 17 ottobre scorso. La causa diretta che ha portato migliaia di cittadini libanesi a scendere in piazza è un piano governativo che prevede l’imposizione di una nuova tassa, dal valore di circa 20 centesimi di dollari USA, relativa all’applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp. Sebbene alcuni abbiano definito l’ondata di proteste “La rivoluzione di WhatsApp”, si tratta di un punto di svolta dopo mesi di malcontento popolare, causato dall’incapacità del governo di far fronte al debito pubblico e risolvere le problematiche nate a livello economico.

I manifestanti libanesi hanno inoltre sempre avanzato quattro richieste principali. La prima faceva riferimento alle dimissioni del governo di Saad Hariri, ottenute lo scorso 29 ottobre. La seconda richiesta dei manifestanti è invece l’adozione di una nuova legge elettorale. In terzo luogo, i cittadini chiedono la convocazione di elezioni anticipate, con l’abbassamento dell’età degli elettori a 18 anni. Infine, al centro delle richieste dei manifestanti vi è anche il contrasto alla corruzione dilagante tra i membri della classe politica al potere.

Più nello specifico, la popolazione libanese richiede un nuovo governo tecnocratico, formato da personalità indipendenti da qualsiasi movimento politico, ma in grado di mettere in atto misure che risanino un Paese in piena crisi economica e politica, la peggiore sin dalla guerra civile del periodo 1975-1990.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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