ECOWAS: focus sulla sicurezza e nuova moneta unica

Pubblicato il 23 dicembre 2019 alle 13:48 in Africa Nigeria

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I leader dei Paesi dell’Africa occidentale si sono riuniti ad Abuja, in Nigeria, per un round di colloqui sui temi dell’integrazione regionale e della lotta al terrorismo. Il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha presieduto la Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS) incoraggiando i partner regionali a rafforzare i legami multilaterali nell’ambito della sicurezza soprattutto nel Sahel e nel bacino del Lago Ciad. L’incontro di Abuja, avvenuto tra sabato 21 e domenica 22 dicembre, segue quello di Libreville, in Gabon, noto come Summit africano della Comunità economica degli Stati dell’Africa centrale (ECCAS) inaugurato il 18 dicembre.

Prima dell’inizio della riunione, Buhari ha invitato a fare un minuto di silenzio per commemorare le vittime dell’attentato avvenuto l’11 dicembre contro una base militare nell’Ovest del vicino Niger. “È stato con grande shock e immenso dolore che ho ricevuto la notizia della tragedia nella regione di Tilabari, nella Repubblica del Niger, dove oltre 33 valorosi soldati e altri cittadini del Paese sono stati brutalmente massacrati in un attacco terroristico codardo perpetrato dai nemici della pace e del progresso”, ha detto Buhari nel suo discorso. “Mentre piangiamo questa enorme perdita, i nostri pensieri e il nostro affetto vanno alle famiglie di questi eroi e all’intero popolo della Repubblica del Niger”, ha aggiunto.

Secondo le informazioni diffuse dal cosiddetto Armed Conflict Location and Event Data Project (ACLED), tra novembre 2018 e marzo 2019, sono state registrate in totale circa 4.776 vittime nel Sahel. A settembre, l’ECOWAS aveva indetto un summit straordinario sul terrorismo a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. Alcuni dei 15 Paesi membri del blocco hanno richiesto, all’incontro di dicembre, un maggiore impegno regionale per rafforzare le raccomandazioni approvate durante la scorsa riunione. “La nostra regione viene duramente colpita da attacchi terroristici ogni giorno che passa, minacciando quasi tutti i risultati nazionali e regionali che abbiamo realizzato”, ha dichiarato il presidente del Niger Mahamadou Issoufou. “Pertanto, speriamo che la pronta attuazione delle raccomandazioni del nostro vertice straordinario sul terrorismo tenutosi il 14 settembre a Ouagadougou ci consentirà di affrontare collettivamente questa sfida, che sembra essere un attacco di criminali infedeli, alla nostra dignità e alla nostra sovranità”, ha aggiunto.

Le nazioni dell’Africa occidentale hanno infine concordato, con l’avallo della Francia, di rinominare la propria moneta e di tagliare alcuni dei rapporti di dipendenza finanziaria mantenuti con Parigi anche dopo la decolonizzazione. In base all’accordo, verrà eliminato l’obbligo per i Paesi africani di depositare il 50% delle riserve nel Tesoro francese e il franco CFA verrà ribattezzato ECO, a partire dal prossimo luglio. L’annuncio, diffuso dal presidente della Costa d’Avorio, Alassane Ouattara, il 21 dicembre durante la visita nel suo Paese dell’omologo francese Emmanuel Macron, segna la fine della moneta simbolo del vecchio potere di Parigi sul continente e l’avvento di una nuova moneta unica in Africa occidentale.

L’area del Sahel si estende attraverso 5 Paesi, tutti in misura più o meno ampia coinvolti da attività terroristiche. Comprende quella fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che va dall’Oceano Atlantico, a Ovest, fino al Mar Rosso, a Est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano nella parte nord-occidentale della regione. Per combattere la minaccia e prevenire gli attentati, Mali, Mauritania, Burkina Faso, Niger e Ciad hanno istituito, nel febbraio 2017, la forza antiterrorismo G5 Sahel, un corpo composto da 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali. Il contingente è impegnato a contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani proprio nella regione del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni.

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Chiara Gentili

di Redazione

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