USA denunciano il veto della Russia e della Cina sugli aiuti umanitari in Siria

Pubblicato il 22 dicembre 2019 alle 11:30 in Siria USA e Canada

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Il segretario di Stato USA, Mike Pompeo, ha denunciato il veto della Russia e della Cina a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che prevedeva il rinnovo degli aiuti umanitari trans-frontalieri per milioni di civili siriani. “Avete le mani sporche di sangue”, ha affermato Pompeo. 

“Il veto della Federazione Russa e della Cina a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che consente agli aiuti umanitari di raggiungere milioni di siriani è vergognoso”, ha denunciato Pompeo in una nota. Il segretario di Stato USA si è poi rivolto direttamente a questi Paesi e ha dichiarato: “avete le mani sporche di sangue”. I fatti a cui Pompeo fa riferimento sono accaduti il 19 dicembre presso il 14° Consiglio di Sicurezza dell’ONU incentrato sul conflitto siriano dal 2011. 

La risoluzione in questione era stata redatta da Belgio, Kuwait e Germania e prevedeva il rinnovo delle autorizzazioni agli aiuti umanitari trans-frontalieri per 12 mesi, dalla Turchia e dall’Iraq. Il rappresentante della Germania presso il Consiglio di Sicurezza, parlando anche per Kuwait, Belgio e altri co-sponsor del progetto di risoluzione, ha affermato che le Nazioni Unite devono avere il via libera per accedere a tutte le aree in cui ci sono persone bisognose di aiuto. “Milioni di persone in difficoltà contano sul nostro sostegno”, ha dichiarato, sottolineando che non esiste alternativa al rinnovo del mandato trans-frontaliero per gli aiuti umanitari. Allo stesso modo, Khaled Sulaiman Al-Jarallah, viceministro degli Affari Esteri del Kuwait, ha invitato gli altri membri del Consiglio a sostenere la risoluzione come gesto di responsabilità umanitaria comune. La crisi in Siria non ha colpito solo il Medio Oriente, ha affermato, ma sta minacciando la pace e la stabilità di tutto il mondo. Al-Jarallah ha poi aggiunto che lo sforzo contro il terrorismo rimane centrale, ma non solleva nessuno Stato dai propri obblighi ai sensi del diritto internazionale. Solo Russia e Cina si sono opposte al rinnovo delle autorizzazioni agli aiuti umanitari, mentre i restanti 13 Paesi hanno votato a favore. Tuttavia, a seguito del veto da parte di 2 membri permanenti del Consiglio, la risoluzione non è passata. 

Il rappresentante della Federazione Russa, da parte sua, ha sottolineato che l’area di Idlib, alla frontiera tra Turchia e Siria, rimane un focolaio per il terrorismo internazionale, poiché i militanti colpiscono e uccidono la popolazione civile, compresi i bambini, e prendono di mira infrastrutture civili. La Russia continuerà a facilitare un processo politico verso la pace in Siria, ha promesso il delegato di Mosca, aggiungendo che le azioni militari siriane hanno frenato gli attacchi terroristici. Secondo la Russia, è vitale che le forze che hanno imprigionato i jihadisti non li lascino disperdere nella regione. Inoltre, descrivendo le attività di ricostruzione avviate dalle autorità siriane per prepararsi al ritorno dei rifugiati, il rappresentante russo ha esortato la comunità internazionale a sostenere la ripresa del Paese, eliminare le sanzioni e restituire al governo siriano la gestione dei giacimenti petroliferi. Descrivendo la situazione nei principali campi profughi, ha poi chiesto il ritorno di tali aree sotto il controllo del governo. Riferendosi, infine, alla consegna trans-frontaliera degli aiuti umanitari, il rappresentante ha descritto i numerosi cambiamenti che hanno avuto luogo nelle zone presso i confini della Siria, che rendono possibile il passaggio degli aiuti attraverso checkpoint ufficiali. Tuttavia, le forniture a Idlib dovrebbero continuare a passare attraverso il confine turco, secondo Mosca. 

Il delegato cinese, da parte sua, ha riconosciuto che molte persone in Siria necessitano ancora di assistenza umanitaria, aggiungendo che la situazione nel Paese è strettamente legata al panorama politico, di sicurezza e antiterroristico. Il rappresentante di Pechino ha poi sottolineato la necessità di rispettare la sovranità, l’indipendenza, l’unità e l’integrità territoriale della Siria. Anche secondo la Cina, per supportare lo sforzo umanitario è necessario considerare la revoca delle sanzioni contro il regime siriano, promuovere il ritorno di rifugiati e sfollati e sostenere il governo nella ricostruzione postbellica. L’eliminazione delle forze terroristiche è un prerequisito di sicurezza, ha aggiunto il delegato cinese, che ha chiesto al Segretariato di fornire maggiori informazioni a tale riguardo. Quindi, il rappresentante di Pechino ha, a sua volta, espresso riserve sul meccanismo umanitario trans-frontaliero, una misura speciale che dovrebbe essere valutata e adattata alla luce degli sviluppi sul campo. Infine, il delegato ha sottolineato che qualsiasi supporto umanitario deve rispettare la sovranità e l’indipendenza della Siria e tenere conto delle opinioni del Governo siriano.

A tale riguardo, è intervenuto anche il rappresentante della Siria, che ha affermato che Germania, Belgio e Kuwait, attraverso il loro progetto di risoluzione, stanno ignorando il fatto che la maggior parte dell’assistenza umanitaria finisce nelle mani dei terroristi. Questo ha aggiunto che, dopo 9 anni di guerra terroristica imposta alla Siria, quei governi che hanno creato tale situazione si stanno rifiutando di riconoscere il problema. La sovranità deve essere rispettata, le misure coercitive unilaterali devono essere revocate e la presenza illegale delle forze statunitensi nelle aree produttrici di petrolio e gas deve finire, ha affermato. La rappresentante degli Stati Uniti, da parte sua, ha invitato la Siria e i suoi partner ad applicare immediatamente un cessate il fuoco per salvare le vite dei civili a Idlib e in altre zone dell’area. Secondo gli Stati Uniti, il Consiglio deve applicare le proprie decisioni considerando come Damasco tratta i suoi cittadini e come gestisce gli accessi umanitari. Secondo la rappresentante USA, rimane fondamentale garantire che lo Stato Islamico non riemerga come una minaccia, ma solo maggiori preoccupazioni per la situazione umanitaria potranno rafforzare le prospettive di una pace duratura in Siria.

Intanto, decine di migliaia di civili sono fuggiti dalla provincia di Idlib fino al confine turco, dopo un aumento degli attacchi aerei da parte delle forze governative siriane, appoggiate dalla Russia, che si sono intensificati a partire dal 19 dicembre. Gli osservatori delle Nazioni Unite hanno dichiarato che almeno 18.000 persone sono state sfollate a Idlib, in sole 24 ore, mentre i bombardamenti continuano. Almeno 7 persone sono rimaste uccise nella giornata del 20 dicembre, e 19 civili il giorno precedente. La situazione nella provincia è estremamente tragica e, negli ultimi cinque giorni, almeno 80.000 siriani sono già fuggiti nei pressi del confine con la Turchia, secondo quanto riferito da Al-Jazeera English. Lungo tale confine, vivono già circa un milione di profughi. I bombardamenti del governo siriano, appoggiato dalla Russia, del 20 dicembre hanno colpito nello specifico la città di Maarat el-Numan, nel Sud di Idlib. I siriani che vivono nell’area hanno dichiarato che gli attacchi sono stati indiscriminati e hanno colpito ospedali, mercati e case.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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