Hong Kong: raid della polizia, scoperto un deposito di armi

Pubblicato il 21 dicembre 2019 alle 20:19 in Asia Hong Kong

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La polizia antisommossa di Hong Kong ha effettuato un raid in un centro commerciale il 21 dicembre. Il giorno precedente, un uomo ha sparato contro gli agenti, che hanno poi individuato un deposito di armi. 

In un centro commerciale a Yuen Long, vicino al confine con la Cina, centinaia di manifestanti vestiti di nero si erano riuniti per ricordare il quinto mese da un attacco in una stazione ferroviaria da parte di una folla armata, formata da persone che si oppongono ai manifestanti anti-governativi. Questi indossavano magliette bianche e hanno tentato il linciaggio dei presenti. In tale occasione, la polizia è stata criticata per non aver risposto rapidamente alle richieste di aiuto e per non aver arrestato nessun presunto colpevole sulla scena. Successivamente, gli arresti sono stati effettuati e le forze dell’ordine hanno affermato che gli assalitori avevano legami con bande criminali organizzate. 

I manifestanti hanno chiesto giustizia per l’attacco, gridando “Fight for Freedom” e “Stand With Hong Kong”. “Yuen Long non è più un luogo sicuro e viviamo tutti nel terrore quando ci preoccupiamo se saremo picchiati quando ci vestiamo di nero”, ha dichiarato un manifestante. Mentre dozzine di poliziotti in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione nel centro commerciale per inseguire i manifestanti, molti negozi sono stati costretti a chiudere e alcuni hanno subito danni.

Inoltre, la sera del 20 dicembre, la polizia ha arrestato un uomo che ha sparato un colpo con una pistola contro agenti in borghese nel distretto settentrionale di Tai Po. Nonostante l’allarme, nessuno è rimasto ferito. Una ricerca in un appartamento vicino ha però rivelato un deposito di armi, tra cui un fucile semi-automatico e alcuni proiettili. Steve Li, un alto funzionario di polizia presente sulla scena, ha dichiarato ai giornalisti che la polizia aveva informazioni che il sospettato aveva pianificato di usare la pistola durante una protesta per “provocare il caos e ferire gli agenti”.

Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e sono nate a seguito della presentazione di una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione in Cina. La proposta è stata ritirata, ma dopo pochi mesi, le manifestazioni si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Oggi, sono diventate sempre più frequenti e sempre più violente. I leader delle proteste stanno cercando il supporto internazionale contro l’ingerenza cinese nella città semi-autonoma. 

Hong Kong è “tornata alla Cina” nel 1997 e ha perso il suo status di colonia britannica, ma i rapporti tra Pechino e la città sono regolati dalla Basic Law, una mini-Costituzione, prodotta nel corso delle trattative sino-britanniche dell’epoca. Tale documento definisce l’organizzazione di Hong Kong come una “regione amministrativa speciale” della Repubblica Popolare Cinese e sarà in vigore fino al 2047. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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