Corea del Nord minaccia gli USA: l’ingerenza sarà “pagata cara”

Pubblicato il 21 dicembre 2019 alle 14:05 in Corea del Nord USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

A seguito di una risoluzione dell’ONU sulla situazione relativa ai diritti umani nel Paese asiatico, la Corea del Nord ha avvertito che gli Stati Uniti l’avrebbero “pagata cara” per ogni “abuso verbale”.  

La dichiarazione è arrivata da un portavoce del Ministero degli Esteri nordcoreano ed è stata resa pubblica sabato 20 dicembre. Questa avverte che se gli Stati Uniti avessero cercato di contestare il sistema di governo della Corea del Nord citando problemi riguardanti i diritti umani, l’avrebbero “pagata cara”. Tale minaccia fa riferimento a fatti che si sono svolti mercoledì 18 dicembre, quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA) ha condannato le violazioni “di lunga data e ancora in corso” della Corea del Nord, in una risoluzione sponsorizzata da decine di Paesi, tra cui gli Stati Uniti. L’inviato di Pyongyang presso le Nazioni Unite ha immediatamente condannato la decisione dell’UNGA. 

La dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri nordcoreano arriva dopo che l’inviato speciale degli Stati Uniti per la Corea del Nord, Stephen Biegun, si era recato a Pechino per discutere della distensione nella penisola coreana e aveva esortato pubblicamente Pyongyang a tornare ai colloqui. Non c’è stata una risposta diretta dalla Corea del Nord alla richiesta di Biegun. Nelle ultime settimane, tuttavia, Pyongyang ha intrapreso azioni provocatorie contro gli Stati Uniti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato, martedì 3 dicembre, che aveva ancora fiducia nel leader nordcoreano, Kim Jong Un, ma ha sottolineato che “a Kim piace lanciare missili”. “Ecco perché lo chiamo Rocket Man”, ha dichiarato Trump ai giornalisti in una riunione della NATO a Londra. In risposta, il 5 dicembre, un diplomatico nordcoreano ha dichiarato che tali affermazioni rappresenterebbero “una sfida molto pericolosa” se fossero pensate per provocare Pyongyang e ha esplicitamente suggerito che il presidente USA fosse un “rimbambito”. 

La Corea del Nord, il 2 dicembre, aveva già lanciato una velata minaccia agli Stati Uniti affermando che Washington deve decidere quale “regalo” vuole per Natale. Tale frase faceva riferimento alla scadenza di fine anno imposta da Pyongyang a Washington per “cambiare atteggiamento” nei negoziati. “Ciò che resta da fare ora lo decidono gli Stati Uniti, sta interamente a loro capire quale regalo di Natale vorranno ottenere”, ha dichiarato il delegato nordcoreano in questione. Questo ha poi chiesto che si avvii “un dialogo sostenuto e sostanziale”. Intanto, il Paese asiatico ha ripreso anche ad effettuare test missilistici. L’ultimo di questi è stato annunciato il 14 dicembre. Si sarebbe trattato di un “test cruciale” da una base di lancio di missili a lungo raggio. Questo ultima esercitazione rafforzerebbe ulteriormente il “deterrente nucleare strategico” del Paese, secondo i media nordcoreani. L’Accademia della scienza della difesa della Corea del Nord non ha specificato cosa sia stato testato, ma è noto che il lancio è stato effettuato il 13 dicembre. La Corea del Nord aveva già dichiarato di aver condotto un “test molto importante” dalla stessa base, l’8 dicembre. 

I negoziati tra USA e Corea del Nord erano ripresi il 5 ottobre a Stoccolma. Tuttavia, il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un nuovo stop ai negoziati. Il tentativo di dialogo, tuttavia, non è stato particolarmente positivo. Il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord, mediatore per il nucleare, Kim Myong Gil, dopo aver passato gran parte della giornata a dialogare con la controparte statunitense, ha criticato l’inflessibilità dei suoi interlocutori, affermando che i diplomatici di Washington non si distaccano dal loro “vecchio punto di vista e atteggiamento”. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, ha spiegato Myong Gil, con l’aiuto di un interprete, ai giornalisti presenti fuori dall’ambasciata nordcoreana.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.