Civili in fuga da Idlib verso il confine turco

Pubblicato il 21 dicembre 2019 alle 18:06 in Siria Turchia

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Decine di migliaia di civili sono fuggiti dalla provincia di Idlib fino al confine turco, dopo un aumento degli attacchi aerei da parte delle forze governative siriane, appoggiate dalla Russia. 

Gli osservatori delle Nazioni Unite hanno dichiarato che almeno 18.000 persone sono state sfollate a Idlib, in sole 24 ore, mentre continuano i bombardamenti. Almeno 7 persone sono rimaste uccise nella giornata del 20 dicembre, e 19 civili il giorno precedente. La situazione nella provincia è estremamente tragica e, negli ultimi cinque giorni, almeno 80.000 siriani sono già fuggiti nei pressi del confine con la Turchia, secondo quanto riferito da Al-Jazeera English. Lungo tale confine, vivono già circa un milione di profughi. I bombardamenti del governo siriano, appoggiato dalla Russia, hanno particolarmente colpito la città di Maarat el-Numan, nel Sud di Idlib. I siriani che vivono nell’area hanno dichiarato che gli attacchi sono stati indiscriminati e hanno colpito ospedali, mercati e case.

Il 20 dicembre, la rabbia contro l’offensiva si è diffusa nelle strade, con centinaia di persone scese in strada per denunciare quella che hanno definito la negligenza da parte della comunità internazionale rispetto alla loro situazione. I cittadini della provincia chiedono che i bombardamenti cessino al più presto. Nella città di Sarmada, un centro di aiuti in Siria a pochi chilometri dal confine con la Turchia, i combattenti dell’opposizione contro Bashar al-Assad, Hay’et Tahrir Sham, hanno creato barriere per impedire ai manifestanti di raggiungere il confine. Le forze di sicurezza turche hanno dichiarato di essere state costrette a inviare rinforzi per garantire che i partecipanti alle proteste non entrassero in Turchia.

La guerra civile in Siria è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Gli 8 anni di guerra hanno causato la morte di più di 370.000 persone e lo sfollamento di milioni di siriani. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano, Bashar al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

La provincia di Idlib e i luoghi circostanti rappresentano la più grande enclave sotto il controllo dei ribelli che si oppongono al regime di Assad, sostenuto diplomaticamente e militarmente dalla Russia. Sin dalla fine del mese di aprile 2019, tale provincia e le aree adiacenti hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama.

Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio raggio di azione nella periferia meridionale di Idlib. Sebbene Mosca abbia annunciato una tregua, il 30 agosto, gli attacchi da parte delle forze del regime e quelle russe hanno continuato a colpire i villaggi e le città di Idlib quotidianamente. La Russia ha aumentato la frequenza dei suoi attacchi a sostegno delle forze del regime, riuscendo a prendere il controllo di cinque villaggi.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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