Al Forum Globale sui Rifugiati previsti fondi per lo sviluppo dell’Africa Orientale

Pubblicato il 21 dicembre 2019 alle 6:42 in Africa Svizzera

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Il Summit mondiale sui rifugiati, tenutosi a Ginevra, si è concluso con una serie di promesse e impegni finanziari significativi, come quelli volti ad affrontare la crisi umanitaria in Africa orientale. Al vertice hanno partecipato leader e ministri di diversi Stati del mondo, nonché rappresentanti del settore privato e delle politiche di sviluppo. In particolare, è stata prevista una sovvenzione di circa 100 milioni di dollari per iniziative educative e di apprendimento rivolte ai bambini in età prescolare e della scuola elementare che vivono in condizioni gravi e disagiate. Diverse Fondazioni hanno poi garantito di aiutare circa 2500 rifugiati, entro il 2020, attraverso iniziative di formazione professionale e di apprendimento di competenze linguistiche in più 30 Paesi. Anche la Banca Mondiale si è impegnata dedicando un proprio fondo di circa 2,5 miliardi di dollari.

Uno dei principali leader di governo presenti è stato il primo ministro somalo Ali Hassan Khaire, elogiato dal capo dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, come modello di richiedente asilo che si è dato da fare per aiutare a risolvere la crisi del suo Paese.

All’incontro era presente anche la nostra viceministra per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re. Intervenendo sull’argomento, la Del Re ha chiesto “un’iniziativa internazionale per promuovere il modello italiano dei corridoi umanitari per una politica migratoria di più ampio respiro, in particolare per garantire l’evacuazione dei migranti dalla Libia”. È quando si legge sul sito del Ministero degli Esteri italiano, secondo il quale la viceministra avrebbe invitato tutta la comunità internazionale, soprattutto gli Stati europei, ad aderire al progetto dei corridoi umanitari allargandolo a livello di Unione e coinvolgendo anche la società civile. Il programma si dovrebbe ispirare alle linee d’azione adottate dal governo italiano in materia di politica migratoria e accoglienza dei rifugiati.  “Un’iniziativa comune è necessaria per proseguire nel 2020 le operazioni di evacuazione dei rifugiati dalla Libia, l’Italia non può continuare da sola”, ha dichiarato la Del Re.

Il primo Summit globale sui rifugiati è iniziato il 16 dicembre a Ginevra e ha avuto una durata di 3 giorni. Il suo obiettivo è quello di provare a trasformare il mondo in cui la comunità internazionale risponde alle situazioni che coinvolgono gli individui con lo status di rifugiato. Il forum riunisce capi di Stato e di governo, leader delle Nazioni Unite, rappresentati della società civile, organizzazioni internazionali e regionali e molti altri attori, sia pubblici sia privati.

Il Ministero degli Affari Esteri italiano ha stanziato due nuovi finanziamenti nell’ambito dei progetti realizzati grazie ai contributi del Fondo Africa. Tali iniziative riguarderanno la gestione dei flussi migratori e il controllo sulla sicurezza in due Paesi di importanza prioritaria per la Farnesina, ovvero il Niger e l’Etiopia. Nell’anno 2019, il Fondo ha impegnato quasi 10 milioni di euro in Niger per attività legate all’assistenza dei migranti e dei rifugiati, nonché per aiutare le autorità locali nella lotta all’immigrazione irregolare fornendo assistenza tecnica ed esperienza. Il primo finanziamento, dunque, andrà al Niger, per un ammontare di 800.000 euro stanziati a favore dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC) e a supporto dei funzionari giudiziari impegnati nel contrasto al traffico illecito di esseri umani. La cooperazione in ambito giudiziario è centrale nelle relazioni tra Roma e Niamey. Il Niger, inoltre, è uno dei principali snodi migratori nelle rotte del Mediterraneo centrale.

Il secondo finanziamento, che ammonta a circa 642.000 euro, andrà invece all’Etiopia. In particolare, i soldi saranno destinati al Fondo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo del Capitale (UNCFDF), al fine di rafforzare i servizi di microcredito o credito inclusivo a vantaggio delle comunità di rifugiati stanziate nelle regioni di Tigray, Somaliland e Addis Abeba. Nel caso dell’Etiopia, il Fondo Africa viene impegnato soprattutto nel finanziamento di progetti che sostengono le agenzie dell’ONU impegnate nell’accoglienza dei rifugiati. Secondo quanto si legge sul sito del Ministero degli Esteri italiano: “Questo nuovo progetto permetterà di migliorare l’autosufficienza economica e la capacità di risparmio dei rifugiati, in particolare donne, garantendo altresì un supporto ai cittadini etiopi volontariamente ritornati nel proprio Paese”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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