Xi Jinping: nessuna potenza straniera può interferire a Hong Kong e Macao

Pubblicato il 20 dicembre 2019 alle 17:29 in Cina

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Il presidente cinese, Xi Jinping, ha affermato che Pechino non permetterà mai a potenze straniere di interferire nelle sue regioni amministrative speciali, Macao e Hong Kong, il 20 dicembre. 

Durante una cerimonia in occasione del 20° anniversario del “ritorno” di Macao al dominio cinese, avvenuto nel 1999,  Xi elogiato l’ex colonia portoghese per il suo patriottismo e lealtà e ha sottolineato i suoi enormi progressi. Il presidente ha però specificato: “Devo sottolineare, dal momento che Hong Kong e Macao sono tornati nella madrepatria, che gli affari delle regioni amministrative speciali sono interamente una questione interna della Cina e non delle potenze straniere”, ha detto Xi. “Non permetteremo ad alcuna potenza esterna di interferire”, ha aggiunto. 

Macao è tornata al dominio cinese il 20 dicembre 1999, con la stessa formula “un Paese, due sistemi” in base alla quale è governata anche Hong Kong, per garantire un maggiore grado di autonomia. Il presidente ha aggiunto che gli organi esecutivi, legislativi e giudiziari di Macao hanno portato a termine i loro doveri rigorosamente e in conformità con la legge, hanno gestito correttamente le relazioni reciproche e hanno consapevolmente sostenuto l’autorità del governatore per garantire il regolare funzionamento del sistema. Xi Jinping ha poi sottolineato che i cittadini di Macao godono ampiamente dei diritti e delle libertà garantiti dalla legge, poiché la regione di Macao ha visto uno sviluppo ordinato del suo sistema politico democratico. Di conseguenza, l’economia è cresciuta enormemente e il suo PIL pro capite è salito fino “a raggiungere il secondo più alto del mondo”, secondo quanto ha affermato Xi. 

Una serie di mobilitazioni sono iniziate il 31 marzo a Hong Kong, a seguito della presentazione di una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione in Cina. La proposta è stata ritirata, ma dopo pochi mesi, le manifestazioni si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Oggi, sono diventate sempre più frequenti e sempre più violente. I leader delle proteste stanno cercando il supporto internazionale contro l’ingerenza cinese nella città semi-autonoma. Hong Kong è “tornata alla Cina” nel 1997 e ha perso il suo status di colonia britannica, ma i rapporti tra Pechino e la città sono regolati dalla Basic Law, una mini-Costituzione, prodotta nel corso delle trattative sino-britanniche dell’epoca. Tale documento definisce l’organizzazione di Hong Kong come una “regione amministrativa speciale” della Repubblica Popolare Cinese e sarà in vigore fino al 2047. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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